Immagine generata con Gemini AI
Nel 2025 le aziende toscane finite in crisi, al punto da avviare una liquidazione giudiziale – cioè la procedura concorsuale che ha sostituito il vecchio fallimento con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza – sono state 700 (su 393.642 imprese registrate), con una diminuzione rispetto all’anno precedente, quando erano state 768. Ma guardando al peso dei fallimenti sul sistema economico, la Toscana si conferma una delle regioni con la più alta incidenza: 1,78 ogni mille imprese, subito dopo le maglie nere assegnate a Lazio (2,40), Lombardia (2,17) e Emilia-Romagna (1,88). In tutta Italia le liquidazioni giudiziali nel 2025 sono state 9.795 (+7%),
Procedure avviate nei Tribunali e comunicate alle Camere di commercio
I dati elaborati da Cribis, pubblicati sul Sole 24 Ore di oggi, 9 febbraio, rilevano le liquidazioni giudiziali avviate nei tribunali e da questi comunicate al registro delle imprese delle Camere di commercio. I settori di attività più colpiti sono il commercio, le costruzioni e la manifattura.
Prato al terzo posto in Italia per incidenza dei fallimenti sul sistema imprenditoriale
A livello provinciale, nel 2025 una delle città ai vertici italiani dei fallimenti (è al terzo posto) in rapporto alle imprese registrate è Prato, con 95 liquidazioni giudiziali avviate nel 2025. Il risultato riflette la vocazione industriale del territorio, fondata sul settore tessile da tempo in contrazione, cui negli ultimi 25 anni si è affiancato l’abbigliamento prodotto dai cinesi, che aprono e chiudono le aziende con grande facilità; e le difficoltà che sta vivendo il commercio, legate al calo dei consumi, allo strapotere dei centri commerciali, ma anche all’assenza storica di una politica diretta ad attrarre turisti.
Le aziende manifatturiere fallite a Prato sono state 35
Delle 95 liquidazioni giudiziali avviate a Prato, 35 riguardano la manifattura (e tra queste 16 il settore tessile), 22 i servizi, 16 il commercio, 10 la ristorazione e i servizi turistici, otto le costruzioni e quattro non sono classificate. Il dettaglio, elaborato dall’ufficio Studi e informazione economica della Camera di commercio di Pistoia-Prato, mostra che sui 95 fallimenti avviati l’anno scorso 73 sono società di capitali, sette sono società di persone, 12 sono ditte individuali e tre hanno altre forme. Impossibile sapere quanti sono gli addetti coinvolti perché la banca dati di riferimento non lo indica. I 26 fallimenti del terziario (commercio e turismo/ristorazione) fotograno un comparto caratterizzato da fragilità finanziaria che, a livello di peso, è il più colpito dalle procedure.
Silvia Pieraccini