L’imprenditore Giovanni Costantino, patron del cantiere nautico di Marina di Carrara The Italian Sea Group (Tisg) che produce yacht di lusso, ha dovuto prestare alla società da lui controllata 25 milioni di euro, attraverso la sua GC Holding. Di fronte alla crisi di liquidità – che ha portato nei giorni scorsi i sindacati Cgil, Cisl e Uil a denunciare ritardi nei pagamenti degli stipendi, delle quote del Tfr e della sanità integrativa – le banche finanziatrici hanno richiamato Tisg all’ordine: le rate del finanziamento sottoscritto nel giugno 2025 devono essere pagate.
Un audit indipendente per capire come sono lievitati i costi
E così il cantiere navale, quotato a Piazza Affari, è stato costretto a spiegare al mercato le ragioni dello scivolone: sarebbe “l’emersione di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress, che ha avuto impatti negativi sulla posizione di cassa di Tisg”. Il consiglio di amministrazione della società, con una decisione inconsueta, ha deciso di “individuarne le cause attraverso un audit indipendente e approfondito sulla gestione operativa e sulle commesse”, svolto da una primaria società di revisione. Un advisor dovrà dunque dire come sono lievitati i costi.
Attesa per i conti 2025
Nel frattempo le banche chiedono un rafforzamento finanziario e i lavoratori – 500 diretti più un migliaio nell’indotto – sono preoccupati. Ora si attendono i risultati di bilancio dell’intero 2025, dopo che nel 2024 The Italian Sea Group ha realizzato 404 milioni di ricavi (+11%) e 70,3 milioni di ebitda (+13,5%), pari a un ebitda margin del 17,4% . Nei primi sei mesi del 2025 la musica è cambiata: i ricavi sono stati 186,8 (-1,4%) con ebitda a 30,4 milioni (-6,3%) e posizione finanziaria netta pari a -63,2 milioni di euro (rispetto a -12 milioni di dicembre 2024). Tisg rassicura sulla ripresa del mercato, “come confermato dalla recente sottoscrizione di due contratti per la realizzazione di gigayacht di lunghezza superiore agli 80 metri”.
Silvia Pieraccini