La presentazione del salone Pitti Uomo: in piedi il nuovo ad Ivano Cauli
Si avvicina il salone fiorentino del Pitti Uomo, la più importante rassegna al mondo di moda maschile che dal 16 al 19 giugno metterà in mostra le collezioni di 720 marchi, per il 44% esteri (in arrivo da 30 Paesi), con l’obiettivo di attirare circa 12mila compratori. Il barometro dell’industria della moda segna (ancora) tempo incerto, ma la società organizzatrice Pitti Immagine – che ha appena cambiato amministratore delegato nominando Ivano Cauli al posto dello storico Raffaello Napoleone – è decisa a mettere in atto una serie di accorgimenti per cambiare la pressione atmosferica.
I principali compratori hanno confermato la presenza
Le incognite legate alla guerra in Medio Oriente e ai voli in arrivo dall’Oriente non aiutano, ma nella conferenza stampa di presentazione dell’edizione 110, fatta alla Fondazione Feltrinelli di Milano, i vertici di Pitti Immagine hanno sparso positività. “Siamo fiduciosi sull’andamento del salone estivo e siamo pronti per le nuove sfide: tutti i maggiori compratori hanno confermato la presenza a Firenze e questo ci conforta”, ha spiegato il presidente Antonio de Matteis. Nel 2025 l’industria italiana della moda maschile ha visto scendere l’export dell’1,7% in valore (sotto quota 9,4 miliardi di euro), per effetto del calo di Germania (-4,6%), Cina (-13,1%), Svizzera (-14,1%), Hong Kong (-3,1%) e Corea del sud (-18,7%). Cresce invece l’export verso l’Europa, a partire dal primo mercato di sbocco rappresentato dalla Francia (+3,5%), e crescono gli Usa (+3,5%), ormai seconda destinazione delle aziende italiane. Tra i prodotti esportati tengono gli abiti, calano maglieria e camiceria, schizza in alto l’abbigliamento in pelle (+9,1%). Dopo la contrazione del 2024, l’anno scorso hanno ripreso a crescere anche le importazioni di moda uomo (+2%), che hanno raggiunto 6,6 miliardi di euro.
Ecco le contromisure messe in atto
“Abbiamo aperto il consiglio di amministrazione a rappresentanti delle Fragranze e del Food per scrivere una storia ancora più di successo”, ha detto Antonella Mansi, presidente del Centro di Firenze per la moda italiana che controlla Pitti Immagine. Tre le contromisure: l’Agenzia Ice e il ministero degli Affari esteri aumenteranno le risorse per portare alla fiera i compratori esteri, destinati a passare dai 300 previsti inizialmente per i saloni estivi (Pitti Uomo, Bimbo e Filati) a quota 450; Pitti Immagine costruirà un ufficio innovazione per aiutare espositori e negozianti a orientarsi nelle nuove tecnologie digitali; Pitti Uomo ha organizzato un calendario ancora più ricco di eventi, presentazioni, installazioni, sfilate, e ha rinnovato la sezione dedicata all’outdoor ‘I go out’ che è una delle più visitate del salone per iniettare energia e voglia di acquisto.
Passi piccoli ma decisi
Basterà? “Il mercato ha bisogno di reagire – afferma Cauli – dobbiamo cercare di portare Pitti alla velocità che impone il nuovo scenario”. La nuova stagione delle fiere targate Pitti è cominciata, per adesso a passi piccoli (anche perché i lavori di restyling della Fortezza da Basso dureranno ancora anni) ma decisi.
Silvia Pieraccini