A lezione di edilizia
La volatilità dei prezzi dei materiali per l’edilizia è tale che i preventivi durano 24 ore. I listini continuamente aggiornati per effetto delle tensioni geopolitiche stanno complicando la vita delle imprese di costruzioni: impossibile, molto spesso, programmare i lavori e definire i costi dei cantieri.
Negli ultimi giorni diverse aziende del settore hanno segnalato aumenti significativi su alcune materie prime fondamentali. Tra i materiali più colpiti figurano ferro, conglomerato bituminoso e membrane, con incrementi che arrivano fino al 20%. Oscillazioni rilevanti riguardano anche acciaio, tubazioni e raccordi in Pvc.
A preoccupare maggiormente le imprese è però la rapidità con cui cambiano i prezzi. In molti casi i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento dei listini oppure chiedono la conferma dei preventivi entro 24 ore, segnale di un mercato sempre più instabile.
Impossibile programmare i cantieri
«Anche sul nostro territorio le imprese stanno vivendo con grande apprensione questa nuova fase di instabilità», spiega Lucio Valeri, presidente di Cna Costruzioni Arezzo. «Dopo anni segnati da aumenti e difficoltà di approvvigionamento ci troviamo di fronte all’ennesima impennata dei costi che rischia di ricadere interamente sulle piccole imprese». Ma il problema è comune a tutta la Toscana.
Secondo l’associazione di categoria il problema principale è proprio l’imprevedibilità dei prezzi. «Quando i preventivi durano poche ore o gli ordini vengono accettati con riserva diventa quasi impossibile programmare il lavoro, rispettare i tempi dei cantieri e mantenere un equilibrio economico sostenibile», osserva Valeri.
Ance Toscana Nord: aumenti su tutto
«Non ci aspettavamo certo questa ulteriore emergenza geopolitica che ha immediatamente creato rincari sui materiali da costruzione anche nei nostri territori», sottolinea Giacomo Salvi, presidente di Ance Toscana Nord, evidenziando aumenti non solo sui derivati petrolchimici come il bitume ma anche su materiali come l’acciaio, oltre al rialzo dei costi di trasporto.
Le associazioni di categoria chiedono quindi interventi urgenti per evitare che gli aumenti si scarichino interamente sulle imprese. Tra le proposte avanzate c’è l’introduzione di strumenti per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione.
Secondo il settore, senza misure specifiche il rischio è quello di rallentare i cantieri proprio nella fase finale dei lavori finanziati dal Pnrr, con ripercussioni sull’intera filiera delle costruzioni e sul rispetto delle scadenze previste per gli investimenti pubblici. (em)