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10 marzo 2026

LuisaViaRoma, due settimane per risolvere la crisi (con capitali freschi)

“Già firmata la maggior parte degli accordi coi creditori”, dice il Ceo Andorlini. Incontro in Regione, Cgil in allarme.

Leonardo Testai
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Si avvicina il 25 marzo, giorno di scadenza delle misure protettive del Tribunale nell’ambito della procedura di Composizione Negoziata della Crisi per LuisaViaRoma, la piattaforma di vendita online di moda d’alta gamma (con negozi fisici a Firenze e New York) da mesi in crisi, con un debito intorno ai 30 milioni di euro a fine 2025. La Filcams Cgil e la Rsa hanno lanciato l’allarme, annunciando un’assemblea dei lavoratori per lunedì 16 marzo per decidere percorso da intraprendere “per la tutela di tutti i posti di lavoro”. Che oggi sono circa 200, un centinaio in meno dell’anno scorso secondo la Cgil.

“Siamo a un ottimo punto per gli accordi coi creditori”

“Comprendo le preoccupazioni espresse dal sindacato, perché Luisa Via Roma sta attraversando una fase complessa che stiamo affrontando con grande senso di responsabilità”, afferma l’amministratore delegato di LuisaViaRoma, Tommaso Andorlini, secondo cui “in questi mesi abbiamo lavorato intensamente con creditori, banche e stakeholder per individuare una soluzione strutturata e sostenibile per il futuro dell’azienda”. L’obiettivo dichiarato è quello di “garantire la continuità dell’attività e preservare il più possibile il valore e l’occupazione di una realtà storica di Firenze”.

Il tempo stringe, ma “con gli accordi coi creditori siamo a un ottimo punto – sostiene Andorlini -, abbiamo già fatto la maggior parte degli accordi, sono già stati firmati, per il 25 di marzo crediamo di riuscire a firmarli tutti”. E per le iniezioni di capitali future, dice, “stiamo lavorando anche su quello, stiamo lavorando anche con i soci attuali e con potenziali investitori. Stiamo lavorando su tutta la linea, nonostante il momento mondiale non sia dei più tranquilli. Non è proprio la situazione perfetta per cercare capitali per un’azienda che vende un po’ in tutto il mondo e in cui le geografie si riducono di giorno in giorno. Però non ci possiamo fare niente e chi è sotto le bombe sta peggio di noi”.

Verso il tavolo di crisi regionale

La Filcams-Cgil lamenta di “non avere a tutt’oggi notizie certe di sullo stato della Composizione Negoziata della Crisi” all’approssimarsi del 25 marzo, scadenza delle misure protettive del Tribunale. In più, esprime preoccupazione per il fatto che la direzione dell’azienda stia pensando di “migrare la gestione del sito verso un’azienda controllata” che “tra l’altro è potenzialmente in vendita”, unita al fatto che l’infrastruttura informatica sulla quale si dovrebbe appoggiare il nuovo sito “non sarebbe più sviluppata al proprio interno, come storicamente è sempre stato fatto, ma da un’azienda esterna”.

“In una fase così delicata credo sia importante evitare letture allarmistiche”, replica Andorlini, secondo cui “le evoluzioni tecnologiche e organizzative di cui si parla in questi giorni fanno parte di un percorso di rafforzamento industriale necessario per rendere l’azienda più solida e competitiva in un mercato globale dell’e-commerce profondamente cambiato negli ultimi anni. Vorrei inoltre sottolineare che, durante tutto il percorso della composizione negoziata, non è stato licenziato nessun dipendente: è stata una scelta precisa di responsabilità verso le persone che lavorano in azienda. Allo stesso modo, tutti gli stipendi e tutti i contributi sono sempre stati pagati regolarmente e senza ritardi”.

L’Unità di crisi regionale per il lavoro, guidata dal consigliere del presidente Giani per le vertenze aziendali Valerio Fabiani, ha incontrato a sua volta i rappresentanti di LuisaViaRoma. “Stiamo monitorando la situazione”, commenta Fabiani, ricordando che la procedura di composizione negoziata è alle battute finali. “Non appena avremo notizia dell’esito – conclude – procederemo alla convocazione del tavolo di crisi regionale”.

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