Il progetto del parco eolico offshore flottante nel Mar Ligure, con approdo delle opere di connessione previsto sulla costa toscana e sviluppo nell’entroterra, presenta “potenziali criticità legate al passaggio dell’elettrodotto in zone di altissimo valore paesaggistico e agricolo”, come le vigne di Bolgheri e il celebre Viale dei Cipressi: è quanto sostiene il Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri Doc e Bolgheri Sassicaia Doc, che ha inviato una lettera in merito al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Nel contesto di Bolgheri, ossia quello di “una viticoltura di altissima qualità strettamente legata alle specificità pedologiche, microclimatiche e paesaggistiche dei suoli”, secondo quanto scrive il Consorzio nella lettera, “anche interventi infrastrutturali apparentemente puntuali possono incidere in modo significativo sulla continuità dei terreni agricoli, sull’assetto fondiario e sull’equilibrio complessivo del paesaggio agrario. Il territorio interessato rappresenta infatti un sistema integrato in cui produzione agricola, paesaggio e ambiente naturale costituiscono un unicum inscindibile. Tale sistema si inserisce inoltre in un contesto ambientale di primaria rilevanza, in connessione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con le aree appartenenti alla rete ecologica europea Natura 2000, comprendenti Siti di Interesse Comunitario, Zone di Protezione Speciale e l’Oasi Wwf di Bolgheri”.
“Dobbiamo salvaguardare le aree più sensibili”
Il Consorzio, dunque, “condivide pienamente gli obiettivi della transizione energetica, ma ritiene imprescindibile che ogni intervento sia valutato con estrema attenzione rispetto alle specificità dei territori coinvolti”, dichiara la presidente Cinzia Merli, secondo cui “il paesaggio, l’integrità dei suoli agricoli e l’identità produttiva della Doc Bolgheri rappresentano un patrimonio non replicabile, che deve essere tutelato attraverso scelte progettuali capaci di minimizzare gli impatti e salvaguardare le aree più sensibili”.
In una nota il Consorzio ribadisce inoltre “la necessità che, nell’ambito delle procedure autorizzative in corso, vengano considerati non solo gli effetti diretti delle opere, ma anche quelli cumulativi su ecosistemi, paesaggio e attività agricole, con particolare attenzione agli elementi identitari e alla continuità dei terreni vitati”. Piena disponibilità viene ribadita, peraltro, “a collaborare con le istituzioni competenti, partecipando a eventuali tavoli tecnici o momenti di confronto, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise capaci di coniugare sviluppo energetico e tutela di un patrimonio territoriale unico”.
Leonardo Testai