La dislocazione delle navi attorno allo Stretto di Hormuz
L’escalation militare che coinvolge l’Iran e l’area del Golfo riaccende i riflettori sui rischi geopolitici per le imprese esportatrici. Anche per il sistema produttivo toscano, storicamente orientato ai mercati internazionali, le tensioni in Medio Oriente possono tradursi in un aumento dell’incertezza commerciale e logistica, con possibili ricadute su pagamenti, trasporti e sicurezza delle operazioni. Per questo motivo Confindustria Toscana Centro e Costa ha aperto uno sportello dedicato: un “Desk Medio Oriente” a cui le imprese possono chiedere informazioni sulle evoluzioni della situazione geopolitica e sulle contromisure da valutare, anche in campo assicurativo.
Il Medio Oriente rappresenta infatti uno sbocco rilevante per numerosi comparti dell’economia regionale. Dalla moda alla meccanica, dal farmaceutico alla chimica, molte aziende toscane intrattengono rapporti commerciali con Paesi dell’area del Golfo e utilizzano corridoi logistici che attraversano una delle regioni più sensibili del commercio mondiale. Aziende che stanno già riscontrando difficoltà e per le quali si iniziano a ipotizzare misure di sostegno ad hoc come quelle annunciate dalla Camera di Commercio di Firenze. Un eventuale peggioramento del quadro militare potrebbe incidere sulla sicurezza delle rotte marittime e aeree, ma anche sulla stabilità dei pagamenti nelle operazioni commerciali. Quando cresce il cosiddetto “rischio Paese”, spiegano gli esperti, aumentano infatti le probabilità di ritardi nei pagamenti, insolvenze o restrizioni ai trasferimenti valutari. In alcuni casi possono intervenire anche provvedimenti governativi che impediscono l’esecuzione dei contratti o bloccano le transazioni internazionali.
Il legame tra rischio insolvenza e stabilità
“Quando un Paese entra in un contesto di guerra, le polizze di assicurazione del credito prevedono quasi sempre specifiche esclusioni. Per le imprese esportatrici questo significa che il rischio di insolvenza può rimanere scoperto proprio nei momenti di maggiore instabilità”, osserva Carlo Impallomeni, Amministratore Delegato di Alpha International Insurance Brokers.
Per le imprese esportatrici si tratta di un rischio concreto, soprattutto in una fase in cui le catene di approvvigionamento globali restano fragili e sensibili agli shock geopolitici. Non a caso molte aziende stanno valutando strumenti di tutela per proteggere le proprie operazioni commerciali e i trasporti internazionali.
Le coperture possibili per le imprese
Uno dei principali strumenti di protezione riguarda le garanzie sul credito commerciale, che permettono di coprire il rischio di mancato pagamento da parte delle controparti estere. Parallelamente cresce l’attenzione verso le assicurazioni sui trasporti, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto “rischio guerra”. Le polizze standard che coprono le merci durante il trasporto, infatti, escludono normalmente i danni causati da eventi bellici e richiedono l’attivazione di specifiche estensioni assicurative.
Nel commercio internazionale queste coperture fanno riferimento agli standard contrattuali conosciuti come Institute Cargo Clauses, utilizzati a livello globale nel settore dei trasporti marittimi e multimodali. Per i rischi legati a conflitti armati entrano invece in gioco le Institute War Clauses, che possono coprire eventi come atti ostili tra Stati, sequestro dei mezzi di trasporto, mine o sabotaggi.
“Nel settore trasporti il mercato assicurativo reagisce molto rapidamente agli shock geopolitici. Alcune compagnie hanno già iniziato ad attivare clausole di recesso o di revisione delle coperture per le rotte che attraversano le aree di conflitto”, sottolinea Impallomeni.
In contesti di crescente instabilità, tuttavia, anche queste coperture possono essere soggette a condizioni più restrittive. Gli assicuratori internazionali possono infatti modificare o revocare la copertura con breve preavviso se il livello di rischio aumenta, oppure applicare premi aggiuntivi per le rotte considerate più esposte.
La protezione del personale nelle aree a rischio
“La protezione dei dipendenti che operano in aree a rischio è diventata un tema centrale per le aziende di profilo internazionale. Oltre alle coperture sanitarie, stanno assumendo sempre più importanza coperture che includono assistenza, evacuazione medica e servizi di sicurezza”, aggiunge Impallomeni, evidenziando inoltre che “la gestione del rischio geopolitico oggi è parte integrante della strategia di export delle imprese.”
Proprio per aiutare le imprese ad orientarsi in questo scenario complesso, Confindustria Toscana Centro e Costa ha attivato un servizio di supporto dedicato. L’associazione mette a disposizione delle aziende un desk informativo per analizzare i principali profili di rischio legati al conflitto e valutare gli strumenti più adatti per mitigarli.
Il servizio fornisce assistenza nella verifica dell’esposizione finanziaria verso i mercati dell’area, nella valutazione delle garanzie sul credito all’export e nell’analisi delle coperture assicurative sui trasporti internazionali, comprese quelle relative al rischio guerra. Particolare attenzione è dedicata anche agli impatti logistici sulle catene di approvvigionamento e distribuzione.
Attraverso il Desk Medio Oriente, le imprese associate possono inoltre ricevere aggiornamenti in tempo reale sull’evoluzione della situazione geopolitica e sui possibili effetti sui mercati energetici, sui costi logistici e sui flussi commerciali internazionali.
L’obiettivo è consentire alle aziende di anticipare i rischi e adattare le proprie strategie operative in un contesto globale sempre più instabile, preservando la continuità delle relazioni commerciali e la competitività delle filiere produttive toscane sui mercati esteri. (a.p.)