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08 aprile 2026

La Regione ad Acqua & Sapone: sospendere la chiusura di Logimer a Piancastagnaio

Primo incontro del tavolo in Regione con istituzioni e sindacati. Nei prossimi giorni sarà convocata l’azienda.

Presidio dei lavoratori della Logimer (gruppo Acqua & Sapone)

Presidio dei lavoratori della Logimer (gruppo Acqua & Sapone)

Si apre il confronto sulla crisi Logimer, azienda della logistica con sede a Piancastagnaio (Siena), dove lavorano 56 addetti a rischio licenziamento. A Firenze si è tenuta la prima riunione del tavolo di salvaguardia attivato dalla Regione Toscana su richiesta delle organizzazioni sindacali, dopo la decisione della società Cesar – che ha recentemente incorporato Logimer – di valutare la dismissione del sito.

Una prospettiva che preoccupa fortemente il territorio dell’Amiata, caratterizzato da piccoli comuni e da un tessuto economico fragile, dove la perdita di un presidio produttivo rischia di avere ricadute significative anche sull’indotto.

Al tavolo, convocato dal consigliere regionale per le crisi aziendali Valerio Fabiani, erano presenti i sindacati, le rappresentanze aziendali e le istituzioni locali, tra cui la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il sindaco di Piancastagnaio Franco Capocchi e il presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia Niccolò Volpini.

La Regione: sospendere tutte le decisioni

L’azienda, che gestisce da anni attività logistiche per il marchio Acqua & Sapone, non ha ancora partecipato al confronto ma sarà convocata nei prossimi incontri. L’obiettivo della Regione è quello di aprire un dialogo strutturato prima che vengano assunte decisioni definitive.

«Chiediamo all’azienda di sospendere ogni scelta – ha spiegato Fabiani – per consentire al tavolo regionale di lavorare e individuare soluzioni condivise». La richiesta è quella di evitare decisioni unilaterali e di costruire un percorso che possa salvaguardare l’occupazione e il presidio produttivo.

La vertenza si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione delle attività logistiche, ma assume un peso particolare per l’area amiatina, dove le alternative occupazionali sono limitate. Per questo la Regione ha acceso un faro sulla situazione, definita «importantissima per tutto il territorio».

I prossimi passaggi saranno decisivi per capire se esistono margini per la continuità del sito o per soluzioni alternative, tra cui eventuali reindustrializzazioni o ricollocazioni. Nel frattempo, resta alta l’attenzione su una crisi che riguarda non solo un’azienda, ma l’equilibrio economico di un’intera area della Toscana. (em)

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