Sciopero di quattro ore oggi alla Logimer di Piancastagnaio, polo distributivo di Acqua & Sapone, con la richiesta alla Regione Toscana di aprire un tavolo di crisi con il coinvolgimento delle altre istituzioni, dopo che l’azienda Cesar – che ha acquisito il brand Acqua & Sapone – ha confermato la volontà di smantellare il sito produttivo sull’Amiata, con 56 posti di lavoro diretti oltre all’indotto. Acqua & Sapone (presente in diciannove regioni d’Italia) fino a poco tempo fa era una realtà frammentata tra diversi soci: l’avvento di Cesar ha portato anche alla decisione di procedere all’incorporazione tramite fusione delle controllate Logimer Srl e Mdm Srl.
La mobilitazione di oggi, nell’ambito di un pacchetto di 16 ore di sciopero decise da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana area Siena, in raccordo con le rispettive Rsa, è stata decisa dopo l’incontro con Cesar, che nell’incontro del 1 aprile ha confermato la volontà di smantellare il sito di Piancastagnaio, “senza possibilità di ripensamento” secondo quanto riferito dai sindacati. Il nodo della vertenza è quindi la continuità del magazzino amiatino, su cui Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono un cambio di rotta da parte dell’azienda: le ipotesi di ricollocazione nei punti vendita, secondo i sindacati, risultano “del tutto inadeguate e prive di concretezza”.
Gianluca Scartoni della segreteria Filcams Cgil di Siena descrive il clima interno a Logimer parlando di “un mix di rabbia e delusione tra i dipendenti”, sottolineando che nella vicenda Acqua & Sapone “siamo di nuovo di fronte ad un fondo internazionale che vuole massimizzare i profitti sulla pelle dei lavoratori”. Secondo i sindacati, infatti, la scelta di dismettere un presidio attivo da più di 30 anni è “una decisione che non nasce da una reale crisi aziendale, essendo il gruppo in buona salute, ma da una logica di profitto spinta oltre ogni limite”. (lt)