Il convegno dei Cavalieri del Lavoro all'Istituto di Scienze militari aeronautiche di Firenze
Giovani, giovani, giovani. Al convegno annuale della federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro – che si è tenuto sabato 21 marzo a Firenze, all’Istituto di Scienze militari aeronautiche delle Cascine, ed è stato dedicato al lavoro – l’attenzione degli imprenditori con la più alta onorificenza in campo economico che si sono alternati sul palco dei relatori è stata rivolta soprattutto ai giovani, la figura più ricercata, inseguita, evocata. In platea erano presenti 350 Cavalieri del Lavoro arrivati da tutta Italia e anche molti toscani tra cui Piero Antinori, Piero Neri, Alberto Pecci, Carla Casini, Elisabetta Fabri, Lorenzo Coppini, Giovanni Basagni, Alessandro Bastagli, Lucia Aleotti, Fabrizio Bernini, Leonardo Ferragamo, Stefano Ricci e Cesare Puccioni, presidente del Gruppo toscano dei Cavalieri del lavoro.
Aziende più attrattive per far tornare i giovani in Italia
Proprio Puccioni, che ha organizzato il convegno di quest’anno a Firenze, ha lanciato per primo l’allarme sulla fuga di giovani all’estero e sul costo sopportato dal Paese per la perdita di questo capitale umano, sottolineando come tra coloro che sono partiti negli ultimi 13 anni (tra il 2011 e il 2024 sono stati circa 630mila tra 18 e 34 anni) solo la metà ha fatto ritorno in Italia e “questa emorragia di menti e di braccia ci preoccupa”, ha detto. La preoccupazione è accresciuta dal fattore demografico, che alimenta il rischio di non riuscire a trovare personale competente nei prossimi anni. “Il nostro impegno per i giovani non è sufficiente – ha detto Puccioni – dobbiamo fare di più per farli tornare in Italia, sta a noi renderci più attrattivi per farli tornare”.
Il gruppo alberghiero Lungarno Collection punta sui giovani
L’impegno ad assumere giovani “è molto forte nel nostro gruppo alberghiero”, ha detto Leonardo Ferragamo, presidente di Lungarno Collection, citando l’età media dei dipendenti dell’hotel cinque stelle Portrait Milano che è di 31 anni. “E’ importante dare ai giovani l’empowerment, la consapevolezza di sé – ha aggiunto Ferragamo – e in questo senso un modello organizzativo meno piramidale aiuta a sviluppare lo spirito di squadra”.
L’intelligenza artificiale diventerà uno strumento di lavoro indispensabile
“Se i giovani vanno via dall’Italia è anche perché vogliono più tempo libero – ha spiegato Fabrizio Bernini, patron di Zucchetti Centro Sistemi – il tempo libero è il nuovo welfare e se, utilizzando l’intelligenza artificiale, riusciremo a fare in minor tempo le cose, potremmo pensare, ad esempio, di offrire ai giovani il venerdì libero”. L’intelligenza artificiale diventerà presto uno strumento di lavoro indispensabile, secondo Bernini: “Se tra cinque anni le aziende non useranno l’intelligenza artificiale, scompariranno”, ha detto. Ma le competenze vanno aggiornate continuamente: “Noi siamo 1.000 persone, di cui 500 programmatori – ha aggiunto Bernini – ma tra due anni questi programmatori non avranno più linguaggi adeguati, per questo devono essere istruiti. In questo non ci aiuta l’Università, perché gli ingegneri entrati in azienda tre anni fa sono già “vecchi”: occorre fare una Academy interna, per insegnare i nuovi linguaggi”.
La creatività manuale rimane fondamentale nella moda
La creatività manuale resta fondamentale in settori come la moda: “Il fatto di essere cresciuto a Firenze mi ha aiutato tantissimo come designer – ha spiegato Stefano Ricci, fondatore dell’omonima casa di moda maschile d’alta gamma – mi ha addestrato all’armonia di linee, all’arte, al colore: è stato un addestramento gratuito”.
Silvia Pieraccini