I soldi (6,3 milioni di euro) dell’aumento di capitale? Firenze Fiera li utilizzerà in due direzioni: per la trasformazione digitale della società, con l’acquisto della piattaforma Salesforce e l’internalizzazione dell’information technology (per gestire in proprio i dati, oggi gestiti da una società esterna); e per acquistare l’azienda che si occupa degli allestimenti fieristici nel polo espositivo della Fortezza da Basso. Lo ha spiegato il presidente Lorenzo Becattini sul Sole 24 Ore di oggi, 27 gennaio: “Avere un’azienda di allestimenti, come hanno molte società fieristiche, vorrà dire avere uno strumento strategico per la nostra attività”, afferma.
Il bilancio 2025 si chiude con 24 milioni di fatturato e 1 milione di utile
L’aumento di capitale, approvato poche settimane fa dai soci all’unanimità, arriva dopo un bilancio 2025 che sarà chiuso, per il terzo anno consecutivo, in utile (circa 1 milione di euro, secondo le stime) e un fatturato prodotto da fiere e congressi vicino a 24 milioni di euro, in linea con l’anno precedente. La ricapitalizzazione da 6,3 milioni sarà sottoscritta interamente dalla Regione Toscana, che salirà così dal 32 al 46-47%, visto che gli altri soci ‘pesanti’ (Camera di commercio di Firenze, Comune e Città Metropolitana) hanno già dichiarato la volontà di non esercitare l’opzione.
La 90esima edizione della Mostra dell’Artigianato
Sul fronte operativo, Firenze Fiera sta lavorando alla 90esima edizione della Mostra dell’Artigianato e a un nuovo evento diretto a valorizzare le istituzioni scientifiche del territorio insieme con l’Università di Firenze. “Vogliamo promuovere la cultura scientifica e ridurre le distanze tra scienza e società”, dice il presidente.
Porta aperta al dialogo con Pitti Immagine
Per il resto “la porta resta aperta al dialogo e alla collaborazione con Pitti Immagine”, sottolinea Becattini riferendosi al principale cliente di Firenze Fiera, che negli spazi espositivi della Fortezza da Basso organizza i saloni della moda (Pitti Uomo, Pitti Filati, Pitti Bimbo), del cibo (Pitti Taste) e della danza (Danzainfiera), e che ha gran parte degli azionisti in comune con l’ente fieristico. Il ritardo nei lavori di restyling della Fortezza da Basso (investimento di 70 milioni di euro appaltato dal Comune di Firenze), col nuovo padiglione Bellavista che doveva essere pronto a fine 2026 ma lo sarà solo a fine 2027, inciderà sul fatturato di Firenze Fiera, ma anche sulle fiere del Pitti.
Silvia Pieraccini