Un pacchetto da 650 esuberi su 12mila addetti in Italia, i cui dettagli non sono ancora noti, ma che desta preoccupazione anche per la sede di Firenze che conta 490 dipendenti: l’annuncio di Engineering al tavolo con i sindacati di categoria, ieri a Roma, ha avuto come prima risposta la proclamazione dello stato di agitazione in tutto il gruppo, in vista del tavolo del 6 febbraio nella sede di Unindustria a Roma dove dovrebbero essere forniti maggiori dettagli. Engineering opera nel capoluogo toscano dal 2017, anno dell’acquisizione di Infogroup, nata nel 1985 per iniziativa della Cassa di Risparmio di Firenze e specializzatasi in quell’alveo nei servizi informatici per il settore finanziario.
L’azienda, che da meno di un anno è guidata dal nuovo amministratore delegato Aldo Bisio, ha dichiarato, secondo quanto riportato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil nazionali, 650 esuberi strutturali in tre aree: finance, digital e funzioni di supporto. A Firenze per il momento prevale la prudenza in attesa del 6 febbraio, ma il coinvolgimento nella riorganizzazione preannunciata dal vertice di Engineering viene dato per certo da fonti sindacali. Una svolta che, a parere dell’azienda, sarebbe da addebitare alla trasformazione del mercato, all’automazione di parte dei processi o all’efficientamento interno per quanto riguarda lo staff.
Sindacati all’attacco: “Non esistono esuberi strutturali”
“Non saremo disponibili a spostare sulle lavoratrici e sui lavoratori il conto di una gestione che ha prodotto i risultati attuali e dei quali è la sola responsabile”, attaccano Fim, Fiom e Uilm, paventando “un piano disgregativo di Engineering che faccia cassa sulle attività ad alta marginalità e faccia pagare al resto il conto di una crescita che non decolla questo è inaccettabile”. Di conseguenza, tuonano i sindacati, “non siamo disponibili ad accettare la dichiarazione di alcun numero di esuberi strutturali che per noi non esistono e che sono endemici ciclicamente all’attività del comparto”. (lt)