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02 ottobre 2025

L’energia in Toscana costa il 57% in più di quattro anni fa

L’Ufficio studi di Confartigianato rileva un incremento superiore alla media nazionale. Ia e data center trainano i consumi.

Leonardo Testai
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Nonostante un calo a luglio 2025 del 2% dei prezzi dell’energia rispetto a luglio 2024, il rincaro delle bollette si fa evidente in una visione di lungo periodo: secondo Confartigianato, il cui Ufficio studi ha effettuato una elaborazione su dati Istat, in Toscana negli ultimi quattro anni i prezzi di energia e combustibili sono aumentati del 57%, e dunque gravano in misura significativa su famiglie e imprese del territorio. Anche perché a livello regionale il rincaro è più pesante rispetto alla media nazionale, che si ‘ferma’ a un comunque ragguardevole +49,8%.

Siena, Pisa e Pistoia nella top 10 italiana dei rincari

La crescita dei prezzi dell’energia risulta particolarmente sostenuta in alcune province come Siena (+58,7%), Pisa (+58,5%), Pistoia (+58%), che sono al top in Toscana e rientrano tra le dieci con i maggiori rincari in Italia. Seguono nell’ordine Livorno col 57,2%, Firenze e Massa Carrara con il 56,9%, Lucca col 55,8%, Arezzo col 55,6%, Grosseto col 55,4%. Per la provincia di Prato non sono disponibili rilevazioni. I dati sono stati resi noti nel corso della 21/a edizione dell’annuale convention ‘Energies and Transition Confartigianato High School’, organizzata dall’associazione a Cagliari in collaborazione con i suoi Consorzi energia: Caem, Cenpi, Multienergia.

La domanda di elettricità dei settori legati all’economia digitale, come la produzione di software, servizi informatici e data center, è cresciuta in modo particolare – anche per effetto del boom dell’intelligenza artificiale, secondo Confartigianato -, con un aumento del 60,6%, contro il dato nazionale che si ferma al 50,6%, e un dato straordinario per la provincia di Siena (+1.047,5%). Numeri che secondo l’associazione “impongono una riflessione urgente sulla sostenibilità energetica della transizione digitale”, proprio mentre emerge una frenata a livello nazionale degli investimenti per la transizione ecologica delle aziende, con un -24,7% nel 2024 a dispetto degli incentivi previsti dal Piano ‘Transizione 5.0’ – peraltro più volte criticato dalle imprese per la difficoltà di accesso.

Confartigianato chiede interventi su più fronti

“Non possiamo rimanere indifferenti”, affermano la segretaria di Confartigianato Imprese Toscana Laura Simoncini e il presidente del Consorzio Multienergia Fabrizio Campaioli, presenti a Cagliari, invocando interventi su più fronti. “Chiediamo che anche in Toscana si ricerchi una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento – sostengono -, in particolare sulle fonti rinnovabili. Chiediamo alle istituzioni politiche e investimenti che incentivino la ricerca e lo sviluppo di energie sicure per l’uomo e per l’ambiente, sostengano le piccole imprese che investono in tecnologie per l’efficienza energetica e per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività. E’ urgente la riduzione dell’esoso prelievo fiscale e parafiscale occulto contenuto nelle bollette e delle accise, che per le imprese costituisce un freno per la competitività sui mercati”.

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