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01 aprile 2026

Dietrofront del governo su Transizione 5.0: tornano le risorse per il 2025 (portate a 1,5 miliardi)

Fumata bianca al tavolo col ministro Urso: a breve il nuovo decreto interministeriale. Soddisfazione anche in Toscana.

Leonardo Testai

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Ripristinate tutte le risorse del piano Transizione 5.0 per il 2025, 1,3 miliardi di euro a cui vengono aggiunti altri 200 milioni: questo l’esito del tavolo con le imprese presieduto dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, convocato dopo la levata di scudi delle associazioni di categoria. Infuriate, quete ultime, visto che il decreto fiscale ha ridotto i fondi promessi per le imprese dal piano Transizione 5.0 che hanno presentato domanda tra il 7 e il 27 novembre 2025, dagli 1,3 miliardi stanziati dalla legge di bilancio a 537 milioni.

Urso rassicura le imprese: “Impegni mantenuti”

“Posso assicurare che gli impegni saranno mantenuti, come ho sempre dichiarato qui e nei confronti delle imprese”, ha affermato poi Urso in un question time alla Camera. “Transizione 5.0 in poco più di un anno – ha osservato – è stata utilizzata da quasi 20.000 imprese, 15.000 medie e piccole, un risultato insperato per molti, soprattutto a fronte della campagna di denigrazione delle fake news che sono state diffuse in questi anni, e se la raffrontiamo a Industria 4.0, nel primo anno di applicazione, perché ovviamente le imprese devono comprendere i nuovi strumenti, nel primo anno di applicazione Industria 4.0 aveva tirato appena poco più di 400 milioni di euro”.

Il nuovo Piano Transizione 5.0 con l’iperammortamento entrerà in vigore “dopo aver rimosso il vincolo del Made in Europe”, ha aggiunto Urso, spiegando che il Mimit “trasmetterà entro questa settimana il nuovo decreto interministeriale del Mef, affinché da subito le imprese possano utilizzare anche il nuovo Piano Transizione 5.0 che ha una durata triennale, fino a settembre 2028”. Gli 1,5 miliardi di fondi per il 2025 consentono di portare il credito d’imposta dal 35% del decreto fiscale di venerdì scorso al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici. “Non si poteva fare altro e questa era la via giusta, perché io credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così si continuano a fidare”, ha affermato il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini.

Confindustria Toscana soddisfatta: “Superato lo stallo”

Canta vittoria anche la Toscana: “Il dialogo costruttivo tra Confindustria e il Governo ha permesso di superare lo stallo che rischiava di paralizzare gli investimenti delle imprese regionali”, ha affermato il presidente di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi, secondo cui “le notizie che arrivano da Roma sono positive e restituiscono alle nostre aziende quella certezza e quella fiducia che erano state messe a dura prova”. Dunque, conclude Bigazzi, “gli imprenditori toscani possono continuare a fidarsi delle istituzioni, vedendo riconosciuti i propri sforzi per la competitività”.

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Leonardo Testai

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