Il progetto della Darsena Europa, il raddoppio a mare del porto di Livorno
Cambiano le regole del gioco e la partita si allarga. I concorrenti che si contenderanno la Darsena Europa, il raddoppio a mare del porto di Livorno, non sono più due ma quattro. Cma Cgm e Hapag Lloyd hanno verbalmente manifestato il proprio interesse a partecipare alla gara. Sono il terzo e il quinto gruppo mondiale dello shipping, che vanno ad aggiungersi ai due soggetti che finora hanno pubblicamente dichiarato di voler concorrere alla Darsena Europa: Msc, attraverso la controllata Til e in raccordo con i terminalisti livornesi Neri e Lorenzini, e Grimaldi per tramite del terminalista Tdt.
Niente di ufficiale. Peraltro sarebbe ingenuo aspettarsi una mossa formale adesso, per le ragioni che andiamo a spiegare. Sono infatti cambiate le condizioni di aggiudicazione dell’infrastruttura, 62 ettari di piazzali nella prima fase con una capacità di movimentazione di 1,6 milioni di TEU l’anno, 1200 metri di banchina per accogliere le maxi-portacontainer che pescano fino a 20 metri. Un’opera in ritardo e al centro di schermaglie, che hanno portato il governo a nominare un commissario, il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi.
Non è un caso che le nuove manifestazioni d’interesse coincidano con il cambio radicale delle regole del project financing. La Corte di giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 5 febbraio 2026 nella causa C-810/24, ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nei procedimenti di project financing. Il principio è stato poi recepito dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 3805 del 14 maggio 2026.
Tradotto dal linguaggio tecnico: chi presenta per primo un progetto non gode più di un vantaggio competitivo decisivo. Fino a oggi il promotore poteva infatti “pareggiare” eventuali offerte migliorative e mantenere comunque la concessione. Secondo i giudici europei, però, quel sistema alterava la concorrenza e rischiava di scoraggiare altri operatori dall’entrare in gara.
Ed è proprio qui che cambia la percezione della Darsena Europa. Non perché l’opera non fosse formalmente contendibile anche prima – nonostante Msc e Grimaldi siano da mesi ai “blocchi” di partenza e dunque più pronti a scattare al via – ma perché oggi il mercato internazionale sembra considerarla una partita più aperta. Insomma una partita che sarà decisa dal “vinca il migliore”. Da qui l’interesse crescente anche di Cma Cgm, terzo gruppo mondiale del trasporto container, francese, e di Hapag-Lloyd, storica compagnia tedesca che ha appena comprato Zim e figura tra i primi cinque operatori globali del settore container. Entrambe i vettori attualmente scalano a Livorno al terminal Tdt in Darsena Toscana.
Si tratta di gruppi che movimentano milioni di container all’anno e che rappresentano alcuni dei maggiori protagonisti della logistica marittima mondiale. Il fatto che i loro nomi inizino a circolare attorno alla Darsena Europa – accanto a quelli del primo gruppo mondiale dei container (Msc) e del primo operatore europeo di ro-ro e automotive (Grimaldi) – significa che Livorno è dentro il radar strategico dello shipping internazionale.
Nessuno, del resto, scoprirà le proprie carte prima della pubblicazione del bando. Ed è esattamente questo il punto: il silenzio dei grandi player non segnala disinteresse, ma competizione reale. Tutti aspettano di conoscere le regole definitive della gara, la durata delle concessioni, gli equilibri economici e le condizioni operative della futura piattaforma container.
Parlando con il Tirreno, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno Settentrionale Davide Gariglio ha detto che il nuovo quadro europeo impone «condizioni di piena concorrenza e parità tra gli operatori» e che l’ente sta già lavorando alla predisposizione del bando. Gariglio ha anche sottolineato che il bando dovrà essere costruito come una «procedura solida e attrattiva», capace di far emergere concretamente l’interesse dei grandi player internazionali.
Siamo al pre-partita, poi si comincerà a giocare. E il pallone lo ha l’Autorità portuale. Perché sarà il bando a dire se i grandi gruppi oggi alla finestra sono pronti a investire davvero sulla Darsena Europa.
Cristiano Meoni