Dopo il vertice a Novoli con Fim, Fiom e Uilm regionali, stavolta è un leader nazionale dei metalmeccanici a chiedere alla Regione Toscana – in primo luogo, al suo presidente Eugenio Giani, un colpo di reni contro il rischio della deindustrializzazione. “Il tema dell’industria va rimesso al centro delle politiche delle regioni e del governo”, ha attaccato Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, fuori dai cancelli dell Baker Hughes di Firenze, ultima tappa di un giro di assemblee dei lavoratori nell’area metropolitana.
“Soluzioni anticrisi e attrazione di investimenti industriali”
Per il leader nazionale della Fiom “abbiamo la necessità di poter avere un tavolo regionale che ci dia la possibilità di poter poi, dopo, negoziare anche con il governo soluzioni industriali e occupazionali che non vedano la distruzione della capacità produttiva industriale che c’è in una regione come questa. In secondo luogo bisogna discutere con la Regione di come si attirano nuovi investimenti industriali”.
Dunque, ha proseguito De Palma, “Faccio un appello al presidente della Regione, credo che sia necessario un confronto urgente su alcuni dossier di crisi industriale reale che ci sono in questo momento in Toscana”, ha affermato il sindacalista, partendo dal settore dell’automotive: “Abbiamo più stabilimenti in cui si rischiano gli occupati e si rischiano le chiusure. Abbiamo la situazione di Piombino: stamattina c’è un elemento in più che si è determinato, il rischio per le lavoratrici e lavoratori, a fronte di un infortunio al forno. Noi abbiamo bisogno su Piombino, sull’automotive, e sul sistema della moda di andare oltre, penso anche alla situazione di Beko” a Siena.
Bombardieri a Siena: “Cosa fanno Mps e Giani sulla Beko?”
Proprio a Siena, il giorno prima, si era recato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, pronunciandosi a favore di un futuro per lo stabilimento ex Beko di viale Toselli con una grande azienda dentro, e non con un “condominio” di imprese. “I lavoratori hanno spiegato che sono contrari a ogni tipo di spezzatino – ha affermato -, e lo siamo anche noi; crediamo che nel nostro territorio nazionale ci siano interlocutori in grado di dare risposte”. Secondo Bombardieri “dobbiamo quindi partire garantendo il lavoro alle 150 persone rimaste dentro Beko e portare un’azienda che abbia una visione produttiva più ampia, capace di sviluppare tecnologie e occupazione e di dare risposte ai lavoratori e al territorio”.
Il leader della Uil non ha mancato di tirare frecciate a due protagonisti della vita economica (e non solo) del territorio. “Mi chiedo come mai Monte dei Paschi non abbia mai valutato l’opportunità di investire, non di fare regali, ma di investire su un sito produttivo che sta a Siena”, ha detto Bombardieri. “Anche al presidente della Regione Toscana – ha aggiunto – dico che i fondi per la formazione sono importanti, ma arrivano dal Fondo sociale europeo; forse c’è necessità di maggiore protagonismo, di chiedere scelte, di farsi portavoce rispetto al Governo della necessità di affrontare la vertenza Beko e di fare scelte di politica industriale sul territorio”. “La Regione ha competenze sul lavoro: le sta esercitando? Ho qualche dubbio”.
Giani risponde: “Iniziative per la reindustrializzazione”
Giani ha annunciato di voler raccogliere l’invito di De Palma: “Già stiamo facendo molto attraverso le politiche industriali della Regione Toscana, ma capisco che certe volte da parte del sindacato c’è la necessità di interfacciarsi direttamente con il presidente”. Giani si è detto convinto che “le politiche industriali ci debbano portare a iniziative specifiche forti per la reindustrializzazione della Toscana”. La Fiom Toscana, per bocca del suo segretario generale Daniele Calosi, accoglie positivamente la disponibilità al confronto, evidenziando però come “Fim, Fiom e Uilm Toscana siano ancora in attesa della costituzione del tavolo regionale sul settore automotive, ritenuto strategico per il futuro industriale del territorio”.
Leonardo Testai