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10 marzo 2026

Crescono i ricavi 2025 di Toscana Aeroporti, incognita Iran per il 2026

L’anno record dei passeggeri (9,8 milioni su Firenze e Pisa) porta un +6,4% nel fatturato, con utili in lieve calo.

Leonardo Testai
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Ricavi in crescita e utili in lieve calo per Toscana Aeroporti nel 2025, anno contraddistinto da numeri di traffico record negli scali di Firenze e Pisa – 9,8 milioni di passeggeri, +8,4% sul 2024. I ricavi operativi sono arrivati a 115,9 milioni di euro (+6,4%), con performance positive sia per i ricavi Aviation (+7,4%) che per quelli Non Aviation (+9,7%), mentre l’Ebitda si attesta a 45,9 milioni (-0,6%), e l’Ebit vede un incremento a quota 32,7 milioni (+6,4%).

L’utile ante imposte scende a 24,5 milioni, un calo del -2,8% che però, al netto dei proventi non ricorrenti del 2024, si trasformerebbe in un incremento dello 0,6%. L’utile netto di gruppo scende a 16,1 milioni rispetto ai 17,1 milioni del 2024 (-5,8%): al netto dei proventi non ricorrenti registrati nel 2024 e del relativo effetto fiscale la flessione si riduce al -2,4%. Gli investimenti, per contro, salgono a 30,1 milioni, in forte crescita (+69%) rispetto ai 17,8 milioni del 2024, per l’ampliamento del terminal dello scalo di Pisa e l’avanzamento del Master Plan di Firenze. L’indebitamento finanziario netto è sostanzialmente stabile a 73,3 milioni (72 milioni nel 2024).

“Creiamo valore per gli azionisti e il territorio”

“Il 2025 segna un punto di svolta per Toscana Aeroporti – dichiara il presidente Marco Carrai -. Il record storico di quasi 10 milioni di passeggeri, con una crescita nettamente superiore alla media nazionale, conferma la solidità del nostro modello di gestione e l’attrattività del territorio che serviamo. Ma ciò che più qualifica questo esercizio è l’avvio di una fase di investimento senza precedenti nella storia recente della società”.

Il dividendo che il Cda, approvando il progetto di bilancio 2025, propone all’assemblea degli azionisti – convocata per il 29 aprile -, ammonta a 0,376 euro per azione, per un ammontare massimo complessivo di 7 milioni di euro, con pagamento del dividendo previsto per il 22 luglio, stacco cedola il 20 luglio e record date il 21 luglio 2026.

Per Carrai questa fase della vita della società, caratterizzata dai progetti di sviluppo degli scali di Pisa e Firenze, “è una fase impegnativa, che richiede visione e disciplina finanziaria: siamo consapevoli che gli effetti a pieno regime di questi investimenti si manifesteranno progressivamente, ma è proprio questa la scelta che creerà valore nel medio-lungo periodo per i nostri azionisti e per il territorio. Tutto questo avviene mantenendo un profilo patrimoniale equilibrato e garantendo un’adeguata remunerazione del capitale”.

Previsioni incerte (causa Iran) per il 2026

In linea con le previsioni della Iata – l’associazione internazionale delle compagnie aeree -, anche per il sistema aeroportuale toscano nel 2026 si prevede “un livello di traffico in crescita rispetto al 2025 – afferma Toscana Aeroporti -, con un conseguente miglioramento dei margini aziendali. Tuttavia, il contesto economico internazionale resta caratterizzato dalle incertezze riconducibili al perdurare delle tensioni geopolitiche, all’inasprimento dei dazi statunitensi e alle crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità della finanza pubblica in alcune economie avanzate”.

Inoltre, sottolinea l’azienda, “le ripercussioni del recente conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha alimentato nuove tensioni nell’area mediorientale e sui principali corridoi energetici internazionali, potrebbero incidere sulla mobilità dei passeggeri. Anche nel 2026 la Società sarà concentrata nella prosecuzione e finalizzazione di tutte le attività connesse all’iter approvativo del Master Plan di Firenze e propedeutiche alla sua relativa implementazione nonché al completamento ed alla piena operatività del nuovo Terminal Arrivi dell’Aeroporto di Pisa”.

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Leonardo Testai

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