“Su una serie di partite siamo in difficoltà” e “non siamo soddisfatti pienamente della legge di bilancio” dove “alcune cose sono state raccolte, altre no”. Susanna Cenni, presidente di Anci Toscana, porta la voce dei Comuni all’assemblea dell’associazione, svoltasi a Firenze all’insegna della volontà di rafforzare la cooperazione fra gli enti locali e la Regione. I Comuni “hanno rigidità sempre più forti sulla spesa corrente, un po’ meno sugli investimenti”, osserva.
“In un quadro di forte difficoltà per la tenuta dei nostri conti – ammette Cenni -, di incertezza sui fondi europei, in assenza di qualsiasi ipotesi di riforma sull’autonomia finanziaria degli enti locali e di compartecipazione su tributi nazionali, i prossimi anni non saranno come quelli che abbiamo alle spalle: ci saranno una maggiore rigidità della spesa, minori risorse per gli investimenti e probabilmente minori risorse europee”.
Quindi, a giudizio della presidente di Anci Toscana, “diventa quindi ancor più strategica una forte collaborazione fra Comuni e Regione. Anche sulle risorse europee, strategiche per i prossimi anni, vogliamo portare il nostro contributo alla nuova Programmazione post 2027 e lo vogliamo fare con la Regione e con il Comitato delle Regioni, sostenendo con forza la necessità del rifinanziamento dei fondi per le politiche di coesione, con un equilibrio fra fondi diretti ai Comuni e fondi alle Regioni. Su questi fondi, pensiamo, le priorità devono essere una sorta di Pnrr per l’ambiente, la lotta al dissesto idrogeologico e l’housing sociale”.
Dalla casa alle aree interne, i punti caldi
Il tema della casa, sottolinea Cenni, “è un punto scoperto”, a partire dal fondo affitti che “per il terzo anno consecutivo è stato azzerato: i Comuni con la propria spesa corrente devono sostituire risorse che non sono arrivate dal livello nazionale. Questa è una grande difficoltà e quindi noi stiamo cercando anche insieme alla Regione di far fronte a questa criticità”.
Sui Comuni montani, ha concluso Cenni, “siamo vicini a tutti i Comuni che si sono trovati declassati. Abbiamo seguito tutta la trattativa con il governo e rispetto al quadro iniziale c’è stato sicuramente un miglioramento, ma noi non siamo ancora pienamente soddisfatti perché vediamo una criticità abbastanza importante di alcuni nostri Comuni. Non è solo una questione di risorse: noi abbiamo tanti pezzettini di riforma avviati, ma mai conclusi, che riguardano le province, che riguardano le aree montane in modo non soddisfacente, che riguardano le aree interne”.
Leonardo Testai