C’è la ricerca del Cnr di Pisa dietro i ricetrasmettitori ottici fotonici basati sul grafene di Camgraphic, la società che dopo un round da 25 milioni di euro l’anno scorso adesso può accogliere il via libera della Commissione europea ad aiuti di Stato per 211 milioni di euro, in forma di sovvenzione diretta per la Pmi innovativa. Con l’obiettivo di implementare compiutamente una tecnologia avanzata destinata a rivoluzionare l’intelligenza artificiale e la trasmissione di dati su rete mobile, migliorando l’efficienza energetica, riducendo la latenza e aumentando la larghezza di banda.
Prestazioni superiori (consumando meno) rispetto al silicio
Camgraphic è stata fondata nel 2018 da Andrea Ferrari, direttore del Cambridge Graphene Centre, e Marco Romagnoli, Responsabile del Settore Ricerca – Tecnologie Avanzate per l’Integrazione Fotonica presso il Cnit di Pisa. L’azienda ha sede a Cambridge ma è controllata dall’italiana 2D Photonics e in Italia ha le sue fondamenta: al Cnr di Pisa la parte di ricerca e sviluppo, a Bergamo la parte produttiva. Con i nuovi finanziamenti l’azienda conta di accelerare lo sviluppo e la produzione su larga scala dei suoi dispositivi ricetrasmittenti che integrano il grafene e la fotonica per la trasmissione dei dati.
I ricetrasmettitori basati sul grafene di Camgraphic si pongono infatti come un’alternativa valida, stabile e altamente scalabile all’attuale fotonica basata sul silicio, con prestazioni superiori e consumando l’80% di energia in meno rispetto ai tradizionali ricetrasmettitori ottici plug-in per data center. Questo tipo di ricetrasmettitori opera in modo efficiente all’interno di un determinato intervallo di temperature, evitando così la necessità di sistemi di raffreddamento complessi e costosi. L’innovazione viene considerata particolarmente efficace per il trasferimento di grandi volumi di dati tra le unità di elaborazione grafica e la memoria ad alta larghezza di banda, fondamentali per l’intelligenza artificiale generativa e l’elaborazione ad alte prestazioni.
Investe su Camgraphic anche il venture capital della Nato
A testimoniare la strategicità della tecnologia su cui lavora Camgraphic, la partecipazione al round dell’anno scorso del Nato Innovation Fund, fondo di venture capital indipendente sostenuto da 24 paesi membri dell’Alleanza Atlantica che investe oltre 1 miliardo di euro nel settore deep tech. Fra gli altri investitori, Cdp Venture Capital, il cui investimento è stato guidato dal Fondo Large Ventures, primo veicolo di venture capital del mercato italiano dedicato alle aziende scale up e aziende strategiche deep-tech con necessita di alti capitali; all’investimento hanno partecipato anche il Digital Transition Fund, che utilizza risorse Next Generation Eu, e il fondo regionale di coinvestimento Toscana Next. Sono stati della partita anche Sony Innovation Fund, Join Capital, Bosch Ventures, Frontier Ip Group e Indaco Venture Partners.
Leonardo Testai