Sono state confermate dal Tribunale di Firenze, per la durata di 120 giorni a partire dal 16 marzo, le misure protettive del patrimonio che mettono al riparo il cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara dalle azioni dei creditori, evitando che possa fallire. E’ l’effetto dell’avvio della composizione negoziata della crisi, che porta con sé una doppia garanzia: “Il Tribunale ha precisato che le misure protettive si estendono anche agli armatori, inibendo loro la possibilità di provocare la risoluzione dei contratti in corso per la costruzione delle navi”, afferma una nota di Tisg.
Il risanamento è preseguibile, secondo il Tribunale
Il Tribunale ha accolto la richiesta presentata dalla società, finita in crisi finanziaria nel febbraio scorso dopo l’emersione di una serie di extra-costi sulle commesse in corso, ritenendo sussistente – secondo quanto dichiarato da Tisg – la “ragionevole perseguibilità del risanamento, anche alla luce delle iniziative industriali e finanziarie prospettate dal gruppo”. Il risanamento passa attraverso tre azioni: gli accordi da chiudere con i 200 fornitori; il recupero di soldi da 17 armatori ai quali sono state vendute barche sottocosto; la ristrutturazione del debito da 115 milioni di euro con le banche.
L’attività operativa prosegue
Le misure protettive consentono al cantiere della riviera apuana guidato da Giovanni Costantino, produttore di maxi yacht con i marchi Admiral, Tecnomar e Perini Navi e quotato in Borsa (ieri il titolo ha guadagnato il +33,8% salendo a 2,1 euro per azione), di “proseguire l’attività operativa in continuità e di
interloquire con i principali stakeholder, inclusi clienti, fornitori e istituti finanziari, nell’ambito del percorso finalizzato al riequilibrio economico-finanziario”. La strada verso la salvezza è ancora lunga, ma oggi è stato fatto un passo strategico.
Silvia Pieraccini