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20 maggio 2026

Elezioni a Pistoia, il Pd tenta la riconquista dopo 9 anni di esilio

Ma il centrodestra con Anna Maria Celesti può prendere voti fuori dal proprio perimetro: esito quantomai incerto. L’incognita Pistoia rossa

Paolo Vannini
Anna Maria Celesti (centrodestra) e Giovanni Capecchi (centrosinistra)

Anna Maria Celesti (centrodestra) e Giovanni Capecchi (centrosinistra)

Con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale, Pistoia torna al voto il 24 e 25 maggio per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Stavolta i candidati alla carica di primo cittadino saranno solo tre – quattro anni fa furono addirittura 9 – con una sfida chiara fra i due schieramenti principali uniti, il centrodestra che candida la sindaca facente funzione Anna Maria Celesti e il centrosinistra che ha scelto Giovanni Capecchi a guidare un campo decisamente molto largo, con il terzo incomodo, la lista Pistoia rossa, che punta su Francesco Mancinelli, docente di matematica al liceo classico Forteguerri, e che l’unico sondaggio ufficiale ad oggi reso noto, dà ad un inaspettato 5,5%. Sondaggio – realizzato da Emg Different e commissionato da Toscana Tv – che stima Capecchi appena sopra il 50% e Celesti al 45%, lasciando aperta la porta del ballottaggio, in partenza ritenuta altamente improbabile proprio a causa della forte polarizzazione (la presenza di Pistoia rossa è stata in parte una sorpresa).

L’era Tomasi si è chiusa

Insomma, scelta a due chiarissima sin da subito ed è la grande differenza con le due tornate precedenti quando, nel 2017, il sindaco Pd uscente Samuele Bertinelli perse inopinatamente al ballottaggio dopo che al primo turno aveva distanziato di 12 punti l’avversario di centrodestra, Alessandro Tomasi di FdI, che sovvertì il pronostico e vinse con un netto margine al secondo turno. Tomasi che si confermò al primo turno con il 51,5 nel 2022, sconfiggendo una sinistra ancora ferita dalla sconfitta storica di cinque anni prima e divisa fra la candidatura a sindaco di Federica Fratoni, consigliera regionale Pd, e Francesco Branchetti, sostenuto da liste ecologiste e progressiste.

Il centrodestra e la carta moderata

In estrema sintesi si può dire che la prima volta del centrodestra dopo oltre 70 anni di amministrazioni di sinistra o centrosinistra, fu in gran parte dovuta ai demeriti altrui – cinque anni di governo poco dinamico e produttivo oltre alle forti divisioni al momento del voto – mentre la riconferma del 2022 è sicuramente ascrivibile in gran parte al lavoro del sindaco Tomasi. Un lavoro interrotto però due anni prima della scadenza naturale per la scelta sua e del suo partito della candidatura alla presidenza della Regione alle elezioni dello scorso anno (vinte poi nettamente da Eugenio Giani).

Un elemento questo che non ha certo aiutato il centrodestra. I vertici di FdI hanno a lungo insistito sull’opportunità che quel ruolo toccasse a un esponente di Fratelli d’Italia, poi hanno desistito e lasciato il compito a chi era già in sella, la prima donna sindaco di Pistoia pur facente funzione, che cerca oggi di diventarlo a tutti gli effetti. Celesti è sembrata la candidata con più chance per moderazione e esperienza – 9 anni vice sindaco dopo 5 anni di consigliera di opposizione e 10 in consiglio regionale – persona peraltro molto conosciuta, medico ginecologo “che ha fatto nascere mezza Pistoia”, di matrice liberale, in FI fin dagli esordi. Insomma una figura potenzialmente in grado di attrarre consensi oltre i limiti del centrodestra.

Capecchi spinto dal basso

Sull’altro fronte il lavoro è stato più complesso. Giovanni Capecchi, docente associato all’Università degli stranieri di Perugia, presidente del Parco letterario Policarpo Petrocchi, direttore della rivista Naturart, è stato lanciato con largo anticipo da una raccolta di firme di diverse centinaia di cittadini, che ha di fatto affiancato un’indicazione dei vertici nazionali e regionali del Pd e delle altre forze di sinistra. Parte del Pd pistoiese ha provato a mettersi di traverso e ha scelto una candidatura propria, la consigliera comunale Stefania Nesi, di area riformista. Inevitabile il ricorso alle primarie di coalizione. L’ha spuntata come da pronostico Capecchi con il 55% circa dei consensi e ha indicato subito Nesi come sua vice. Ricomposizione fatta senza gli strascichi che invece molti paventavano a sinistra (e speravano a destra).

Quella volta che ruppe

Va detto che Giovanni Capecchi ce l’ha fatta nonostante quello che non pochi addetti ai lavori ritenevano un suo “peccato originale”. Nel mandato 2002-2007, infatti, l’allora assessore all’ambiente Capecchi ruppe con il sindaco Renzo Berti e con la sua giunta, sulla scelta dell’ubicazione del nuovo ospedale. Alle successive elezioni amministrative si presentò con una propria lista ambientalista che ottenne un lusinghiero 13%, costrinse Berti ad un difficile ballottaggio, poi vinto su un altro Capecchi, Alessandro, attuale consigliere regionale FdI. Tutto ciò sembra ormai acqua passata. Almeno apparentemente a sinistra tutti d’amore e d’accordo, da IV a Rifondazione. Prove pistoiesi di campo larghissimo, Mancinelli permettendo.

12 liste e 358 candidati

Uno sguardo infine alla composizione delle liste e agli aspiranti consiglieri comunali (358 candidati, di cui 158 donne). Sono dodici complessivamente le liste. Sei a sostegno di Giovanni Capecchi: Pd, AVS-Possibile-Sce, Civici riformisti (con Iv, Socialisti, più Europa, Azione), Rifondazione comunista, Cinque stelle, civica “Capecchi sindaco”. Cinque le liste per Anna Maria Celesti: Fdi, “Amo Pistoia” con Forza Italia, Udc e Led, Lega, Noi moderati e civica “Avanti Pistoia Tomasi per Celesti”. Una sola per Fabrizio Mancinelli, “Pistoia rossa”.

Tre candidati a sindaco di quattro anni fa corrono oggi per la carica di consigliere: Francesco Branchetti allora leader di Pistoia Ecologista e Progressista oggi con la civica di Capecchi, Iacopo Vespignani nel 2022 con la civica terzopolista “Pistoia davvero” adesso con i Civici e Riformisti e Samuela Breschi, da “Onda Etica” alla civica di Tomasi. Tre i componenti dell’attuale giunta che hanno deciso di ricandidarsi – gli assessori Alessandro Sabella, Alessio Bartolomei e Leonardo Cialdi – così come molti consiglieri uscenti mentre non sarà della partita il più votato quattro anni fa con FdI, l’assessore Gabriele Sgueglia, che sarà vicesindaco in caso di vittoria del centrodestra.

Ricandidati quasi tutti i consiglieri uscenti del Pd nelle cui fila torna in pista anche Tommaso Braccesi, già vice sindaco di Pistoia e sindaco del Comune di Cutigliano. Fra i nomi noti l’ex primario del San Jacopo Sandro Gianassi nella civica di Capecchi, la consigliera uscente Tina Nuti, socialista, con Francesco Natali presidente provinciale uscente di IV, in testa alla lista Civici e Riformisti.

Per ultima una curiosità, padre e figlio candidati in liste e schieramenti diversi: Simone Vannucci con Forza Italia nel centrodestra e il figlio Lorenzo Vannucci con AVS nel campo largo.

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Paolo Vannini

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