Rinnovabili? Se non avesse la geotermia, la Toscana sarebbe – anzi è – tra le ultime della classe, perché fotovoltaico e eolico pesano ancora poco. Lo certificano i dati Terna al 31 marzo scorso – pubblicati sul Sole 24 Ore dell’8 maggio – che indicano la Toscana, con Sardegna e Calabria, tra le regioni più indietro nel raggiungimento degli obiettivi di potenza da fonti rinnovabili, previsti dal decreto Aree Idonee per ciascuna regione. Per raggiungere quegli obiettivi alla Toscana mancano al momento 225 megawatt, mentre alcune regioni – in testa Lazio ma anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia – hanno già superato il target.
L’installazione di fonti rinnovabili va a rilento
Da gennaio 2021 a marzo 2026 – dunque in oltre cinque anni – in Toscana sono stati installati 900 megawatt di fonti rinnovabili, mentre il target da raggiungere era fissato in 1.125 Mw. Il prossimo dicembre quel target salirà a 1.444 Mw. Proseguendo di questo passo, sarà impossibile raggiungere nel 2030 l’obiettivo di avere 4.250 Mw di rinnovabili in più rispetto al 2020.
Orsini ha tuonato contro le Regioni
Come fare ad accelerare? Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, l’altro giorno ha tuonato contro le quattromila concessioni per rinnovabili che sono ferme in Italia, e contro le Regioni che stanno mettendo paletti (e ritardi) agli investimenti. In Toscana la Regione ha detto “no”, negli ultimi mesi, a un impianto agrivoltaico a Gavoranno; al parco eolico ‘Sibilla’ a cavallo tra Toscana e Lazio; a un altro parco eolico al confine tra Toscana e Lazio; e a due nel comune di Firenzuola. Il motivo è sempre legato alla tutela del paesaggio.
Dov’è finita la legge sulle Aree Idonee?
Uno strumento di accelerazione delle fonti rinnovabili dovrebbe essere anche la legge sulle Aree Idonee per le energie rinnovabili (oggetto di procedure autorizzative accelerate), che le Regioni saranno chiamate ad approvare entro poche settimane. Ma la Toscana, dopo aver varato nella precedente legislatura una proposta di legge che dichiarava il 70% del territorio “non-idoneo alle rinnovabili”, non ha ancora messo mano alla nuova norma che potrà solo aggiungere ulteriori aree idonee alle rinnovabili, ma non cancellare quelle già indicate dai criteri nazionali.
I vantaggi di avere più rinnovabili
La spinta alle rinnovabili servirebbe ad alleggerire dalla dipendenza del petrolio, a calmierare il prezzo dell’energia elettrica, ad aumentare la sicurezza energetica per il Paese.
Silvia Pieraccini