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20 marzo 2026

Redditi 2024, la Toscana tiene: Firenze settima in Italia, Prato crolla

Il report dell’Istituto Tagliacarne evidenza una regione a due velocità. Il capoluogo recupera una posizione.

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La Toscana si conferma tra le aree con livelli di reddito più elevati nel Paese, con forti divari tra le province e un andamento diversificato. È quanto emerge dall’analisi Unioncamere-Centro Studi Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie.

Il capoluogo regionale si distingue per capacità di reddito: con 27.363 euro pro-capite Firenze è 7ª in Italia, in crescita di una posizione rispetto al 2023. Un risultato che riflette la presenza di attività ad alto valore aggiunto, turismo internazionale e un forte orientamento all’export. Tuttavia, sul fronte della dinamica, il territorio mostra segnali di rallentamento: il reddito complessivo delle famiglie sale del +3,45%, pari a 27.046 milioni di euro, collocando Firenze solo al 34° posto nazionale in termini di crescita.

Il reddito familiare nelle dieci province della Toscana (Fonte: Istituto Tagliacarne)

Dietro il capoluogo c’è un terzetto

Alle spalle del capoluogo, le altre province toscane si distribuiscono nella fascia centrale della classifica per livelli di reddito. Lucca (24.761 euro pro-capite), Livorno (24.677 euro) e Siena (24.444 euro) mostrano una buon posizionamento, Pisa (23.084 euro) e Arezzo (23.020 euro) arrivano più indietro. Nella parte bassa della graduatoria regionale si trovano Grosseto (22.311 euro), Pistoia (21.996 euro) e soprattutto Massa-Carrara (20.920 euro), che evidenzia le maggiori criticità strutturali.

Siena cresce più di tutte le altre province

In termini percentuali, a guidare la regione sono Siena (+4,02%) e Pisa (+3,91%), seguite da Lucca (+3,73%) e Pistoia (+3,51%), mentre Firenze resta sotto queste performance. Più contenuti gli incrementi di Livorno (+3,47%), Arezzo (+3,42%) e Grosseto (+3,26%). In controtendenza Prato (24.430 euro con un -0,13%), unico territorio in calo, segnale delle difficoltà del distretto tessile in una fase di transizione complessa.

Il quadro regionale riflette una dinamica nazionale in cui il Mezzogiorno cresce più rapidamente, pur restando distante nei livelli assoluti. Per la Toscana emerge quindi una doppia velocità: territori ad alta intensità di servizi e turismo mantengono livelli elevati di reddito, mentre le aree più legate al manifatturiero tradizionale faticano a recuperare slancio.

La Camera di commercio di Firenze: occhio alla crisi globale

Sono valori sui quali la grave crisi internazionale rischia di impattare in modo sensibile”, avverte il presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti, evidenziando come la forte esposizione all’export rappresenti al tempo stesso un punto di forza e un elemento di vulnerabilità.

La sfida per il sistema economico regionale sarà quindi quella di sostenere la crescita qualitativa, rafforzando innovazione e investimenti per consolidare il reddito delle famiglie e ridurre i divari territoriali”. (em)

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