5 gennaio 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Industria

24 marzo 2025

Produzione industriale, a fine 2024 la Toscana soffre ancora (-5,1%)

Tiene l’export aggregato, ma l’Irpet rileva una debolezza degli avviamenti al lavoro, e una crescita degli addetti in Cig.

Tags

Featured image

Anche l’ultimo trimestre del 2024 in Toscana si chiude con un dato negativo per la produzione industriale: il periodo da ottobre a dicembre, secondo quanto rileva l’Irpet nella sua ultima nota congiunturale, vede un calo del -5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risultato condizionato soprattutto dalla cattiva performance dell’industria regionale nel corso del mese di dicembre, con una perdita del 7,8% anno su anno.

In parallelo al dato sulla produzione industriale, le esportazioni a prezzi correnti dalla Toscana verso i mercati esteri sono aumentate nello stesso periodo del +13,8, ma con una crescita reale più contenuta (+3,5%). Una crescita, quella dell’export, già evidenziata dall’Istat, e che i ricercatori Irpet attribuiscono principalmente all’andamento anomalo della gioielleria aretina, e per il resto prevalentemente guidato dai risultati di alcune realtà aziendali dell’industria farmaceutica e della meccanica fiorentina.

“Nonostante il rallentamento produttivo – sostengono i ricercatori – gli addetti sono cresciuti: +2,5% su base annua. Ma l’andamento positivo non coinvolge tutti i settori e diventa negativo nella moda. Nel quarto trimestre del 2024 il numero degli avviamenti infatti si mostra superiore dello 0,8% al valore registrato nello stesso periodo del precedente anno, incremento che vale più di 1.200 unità: ma il risultato è dovuto agli aumenti realizzati nell’agricoltura, nella Pubblica amministrazione e nell’istruzione, tanto che al netto di questi settori e della sanità la variazione tendenziale
diviene negativa (-2,7%).

Nel confronto annuale la riduzione rispetto al 2023 è pari a -3mila avviamenti, -0,4%, che sale a -17mila, -3,1%, per l’insieme dei settori privati extra-agricoli. Il calo della domanda appare più forte nell’industria (-9,5%), e in particolare nel Made in Italy (-12,1%) dove a incidere sono le lavorazioni legate alla moda (-15,6%). Anche il terziario, che nell’insieme appare stabile (+0,2%), al netto della componente pubblica mostra una perdita (-1,6%). Segnali di difficoltà emergono anche dall’aumento dei lavoratori in cassa integrazione, passati da meno di 7mila nel 2023 a oltre 13mila nel 2024 (4 ogni 100, con la filiera della pelle al 10%). Sono in crescita i licenziamenti per motivi economici, soprattutto nell’industria, e prevalentemente concentrati nelle lavorazioni della moda.

Articoli Correlati


Industria

29 dicembre 2025

Chimica, Nuova Solmine acquisisce Venator per quasi cinque milioni di euro (e ne metterà altri 40 nel rilancio)

Leggi tutto
Industria

29 dicembre 2025

Liberty Magona, per l’ok al passaggio a Trasteel manca solo una firma (a Londra)

Leggi tutto
Industria

23 dicembre 2025

L’industria chimica toscana investe di più (+80% in un anno)

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci