Dal gas agli elicotteri, dall’energia elettrica ai carri armati: il nome Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra, figura in testa alla lista presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il rinnovo del consiglio d’amministrazione di Leonardo, con l’indicazione come presidente. Un’indicazione che, salvo clamorosi colpi di scena – il Mef è azionista di riferimento col 30,2%, a fronte di un flottante diviso fra molteplici investitori istituzionali – gli varrà l’incoronazione nell’assemblea dei soci convocata per il 7 maggio. Un toscano, dunque, al vertice di un gruppo che proprio in Toscana, a Campi Bisenzio, ha uno dei suoi insediamenti produttivi più rilevanti.
L’aretino Macrì, già consigliere d’amministrazione, costituirà un tandem con il nuovo amministratore delegato dell’azienda della difesa e dell’aerospaziale, ossia Lorenzo Mariani, già condirettore generale di Leonardo e più recentemente manager in Mbda, azienda di missili partecipata dalla stessa Leonardo: una scelta ‘interna’ per tamponare le reazioni negative degli osservatori e dei mercati alla mancata riconferma di Roberto Cingolani, l’ex ministro che nell’ultimo triennio ha portato all’azienda risultati brillanti.
Manager e politico, le due facce di Macrì
Classe 1973, laureato in giurisprudenza, Macrì non ha un background nell’industria della difesa né in campo ingegneristico: nel tempo ha collezionato esperienze manageriali nell’ambito delle Tlc e dei trasporti, approdando poi alla presidenza di Estra nel 2016, ruolo da cui fu estromesso nel novembre 2021 dall’Autorità nazionale anticorruzione in base alla legge Severino, e nel quale fu poi rieletto dai soci nel 2023 dopo essere stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio nell’inchiesta su Coingas. In parallelo alla carriera manageriale Macrì ha coltivato anche la carriera politica, partendo da Alleanza Nazionale e approdando col tempo a Fratelli d’Italia, di cui è esponente di spicco ad Arezzo.
Leonardo Testai