Non registra miglioramenti la situazione della Dumarey di San Piero a Grado (Pisa), che all’inizio dell’anno ha previsto un calo intorno al 30% degli ordini e che ha fatto ricorso ai contratti di solidarietà – in scadenza il 30 giugno prossimo – per i suoi 750 addetti: l’azienda della componentistica per l’automotive, incontrando sindacati e Regione Toscana, ha ora messo sul piatto un aggiornamento del piano di investimenti e un’ipotesi di accordo che garantisce la prosecuzione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per il personale in staff leasing, che al momento è di 93 unità.
“Abbiamo messo in atto – spiegano il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi – un lavoro di squadra tra Regione, azienda e organizzazioni sindacali per gestire le conseguenze sui livelli occupazionali, in particolare per il personale indiretto. Abbiamo anche chiesto al Ministero delle imprese e del made in Italy, di istituire un tavolo di confronto nazionale per coinvolgere anche il Governo nella gestione di una situazione che non interessa soltanto la Toscana, ma che ha riflessi e che necessita quindi di interventi ben più ampi a partire da quello di Invitalia”.
C’è anche la possibilità del ricollocamento
Le strade per i lavoratori in staff leasing saranno due. “Da una parte – spiega Angelo Capone, segretario generale della Fiom-Cgil di Pisa – c’è un impegno da parte della Regione Toscana e dell’agenzia di somministrazione Manpower a cercare delle opportunità di ricollocamento per questo bacino di lavoratori; dall’altra, indipendentemente da quello che sarà il percorso del ricollocamento, i lavoratori in somministrazione resteranno in azienda con le incognite che in questo momento ci possono essere all’interno di un’azienda del settore dell’automotive, e resteranno agganciati con gli ammortizzatori sociali”. Si tratta di una misura equivalente al contratto di solidarietà, gestita dall’ente bilaterale per i lavoratori in somministrazione.
Peraltro, sottolinea Capone, “stiamo parlando di lavoratori in somministrazione che hanno un percorso di anzianità molto molto lungo. Questi lavoratori ormai sono in pianta stabile strutturalmente all’interno dell’azienda, anche da 10 anni. Quindi per noi sono da considerarsi a pieno titolo dei lavoratori della Dumarey, e quindi stiamo chiedendo all’azienda che in questo momento di crisi vengano utilizzati tutti gli strumenti necessari”. Il tavolo regionale sulla crisi di Dumarey resterà aperto e a disposizione delle parti, con ulteriori riunioni previste per il 18 maggio e il 15 giugno prossimi e poi ancora il 15 luglio, il 14 settembre e il 19 ottobre.
Previsioni fosche per il 2026-27
A giudizio del segretario Fiom l’obiettivo deve essere, arrivati al 30 giugno, una proroga del contratto di solidarietà per tutti, perché “la riduzione dei volumi produttivi e la proiezione che abbiamo sul 2026 e sul 2027 purtroppo non lasciano in questo momento sperare in positivo. E’ anche questa l’ottica per il quale nell’accordo sottoscritto con la Regione abbiamo impegnato le parti a dover aprire un tavolo di monitoraggio tecnico presso il Mimit, perché ad oggi la Dumarey è l’esempio del rischio che le aziende della componentistica stanno correndo in grande scala. Bisognerà capire se ci saranno la lungimiranza e la volontà da parte delle istituzioni a livello anche nazionale – conclude Capone – di voler trovare una soluzione per una filiera che in questo momento rischia”.
Leonardo Testai