Giovanni Laviosa ed Eugenio Fiore al tavolo dell'evento
Prosegue a Livorno il percorso verso un modello produttivo più sostenibile e integrato, con il progetto “Livorno Simbiosi Industriale” che punta a trasformare gli scarti industriali in nuove risorse e a rafforzare le connessioni tra imprese del territorio.
L’iniziativa, promossa da Azienda Servizi Ambientali (Asa), Comune di Livorno e Confindustria Toscana Centro e Costa, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento con un incontro molto partecipato nella sede livornese dell’associazione industriale. Un momento di confronto che ha coinvolto imprese, istituzioni e stakeholder locali, confermando l’interesse crescente verso un modello di economia circolare applicato al sistema produttivo.
L’esperienza dello stabilimento livornese di Solvay
Al centro del progetto c’è la creazione di una rete di aziende capaci di condividere risorse, competenze e materiali, riducendo sprechi e costi e generando nuove opportunità industriali. In questo contesto è stata presentata anche la best practice di Essentials Chemicals, stabilimento livornese del Gruppo Solvay, esempio concreto di come gli scarti possano essere reinseriti nei cicli produttivi.
L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto su due strumenti strategici per lo sviluppo dell’area: il credito d’imposta e l’autorizzazione unica legati alla Zona Logistica Semplificata (ZLS) Toscana. Agevolazioni che possono sostenere gli investimenti delle imprese e rafforzare l’attrattività del territorio, in una fase in cui la competitività passa sempre più dalla capacità di innovare.
«La collaborazione tra imprese, istituzioni e competenze diverse è la vera leva per generare risultati concreti», ha sottolineato Giovanni Laviosa, presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa, evidenziando il valore del lavoro di rete.
L’interesse dell’Enea
Il progetto guarda ora a una nuova fase di sviluppo. Tra le novità emerse, l’interesse dell’Enea a inserire l’esperienza livornese nel portale nazionale dedicato alla mappatura delle iniziative di sostenibilità, un riconoscimento che potrebbe dare ulteriore visibilità al modello locale.
Per l’amministrazione comunale, il percorso conferma la possibilità di costruire nuove opportunità di sviluppo partendo dalla valorizzazione delle risorse esistenti. «Esiste uno spazio reale per innovazione e crescita», ha evidenziato l’assessora comunale all’urbanistica Silvia Viviani. “Il modello lineare ha mostrato tutti i suoi limiti e oggi è necessario ripensare i processi produttivi in una logica più circolare” ha sottolineato Stefano Taddia, presidente del Consiglio di Gestione di Asa. (em)