Finanziare attraverso capitale di rischio lo sviluppo e l’espansione di una startup, scommettendo sulla sua capacità innovativa e sui suoi rendimenti futuri, è un’operazione che nel 2025 in Toscana è stata fatta 16 volte, in occasione di altrettanti round chiusi dalle aziende ad alto potenziale di crescita, per un totale di risorse investite dai venture capitalist pari a 54 milioni di euro.
Nel 2024 l’operazione Mmi aveva distorto i dati
I dati regionali, contenuti nel Venture Capital Barometer di EY presentato oggi, 15 gennaio, a Milano, sembrano mostrare un rallentamento rispetto al 2024, quando la Toscana si posizionò al secondo posto nel mercato del venture capital italiano con un valore complessivo degli investimenti vicino a 120 milioni di euro (secondo Bain, mentre EY indica 108 milioni), distribuiti su 25 operazioni. Quel dato era però distorto dal maxiround da 102 milioni di euro chiuso all’inizio del 2024 da Mmi-Medical Microinstruments, startup italo-americana fondata a Pisa nel 2015 e specializzata in microchirurgia robotica. Eliminando quell’operazione, l’attività di venture capital risulta alquanto ridotta.
Il valore medio delle operazioni toscane è 3,375 milioni l’una
I 54 milioni di raccolta 2025 assumono dunque un altro rilievo, e posizionano la Toscana al quinto posto dopo la Lombardia (932 milioni di euro con 113 round), Lazio, Liguria e Piemonte. Tuttavia il valore medio delle operazioni toscane è ancora basso, attestandosi a 3,375 milioni l’una.
In Italia raccolti 1,5 miliardi di euro
A livello italiano il mercato del venture capital ha registrato una raccolta complessiva vicina a 1,5 miliardi di euro (con 238 round di investimento chiusi), segnando una crescita del +32% rispetto all’anno precedente, anche se l’incremento è determinato da poche operazioni di grande dimensione e anche se il peso sull’economia rimane molto ridotto: gli investimenti si fermano allo 0,07% del Pil, un valore nettamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei (la Germania nel 2025 ha raccolto 6,6 miliardi, pari allo 0,15% del Pil; la Francia 6,3 miliardi, 0,22% del Pil; la Spagna 2,6 miliardi, 0,16% del Pil).
I primi cinque settori di investimento in Italia sono deep tech, health & life science, software & digital services, energy & recycling, fintech.
Silvia PIeraccini