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Formazione

15 aprile 2026

Formazione dei giovani e difesa delle imprese, a Firenze la giornata del Made in Italy

L’evento di Big Academy fa il punto anche sul mismatch fra domanda e offerta di lavoro in Toscana con Unioncamere.

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Formare le figure professionali – anche manageriali – per il tessuto produttivo della Toscana è una priorità, ma è una priorità anche salvare quel tessuto produttivo da uno scenario macroeconomico molto difficile: è il duplice messaggio emerso dall’evento organizzato a Firenze da Acsi-Big Academy, in collaborazione con la Casa del Made in Italy di Firenze, Its Prime, Baker Hughes e New Value Group, nell’ambito della terza giornata nazionale del Made in Italy. Con un saluto del ministro Adolfo Urso, in videocollegamento simultaneo con tutta Italia.

“Se in questo momento l’Europa non fa un piano industriale, un piano strategico”, allora “ho l’impressione che tutto il sistema, anche la stessa coesione sociale vada a perdere”, ha attaccato Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, che si è detto “d’accordissimo” sull’idea di un nuovo Pnrr lanciata dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli, “ma anche sull’utilizzo del Mes. Francamente non si capisce: ci sono delle risorse, spendiamole. Non è la politica della lesina, in questo momento c’è bisogno di soldi”. Come imprenditori, ha aggiunto, “siamo tutti ottimisti, però per essere ottimisti ora bisogna davvero raccomandarci al Padre Eterno. L’Istat ci dice che cresceremo dello 0,5%: se noi togliessimo gli investimenti del Pnrr ancora in corso, saremmo già in recessione. Siamo in stagflazione in questo momento”.

“Competenze manageriali per affrontare i cambiamenti”

Secondo Paolo Ruggeri, presidente di Acsi-Big Academy, programma dedicato allo sviluppo di competenze manageriali per imprenditori e manager under 40, oggi “i cambiamenti sono di una rapidità tale che vanno affrontati con consapevolezza, e la consapevolezza si costruisce attraverso la competenza, in particolare le competenze manageriali che sono quelle che noi cerchiamo di sviluppare”. La missione di Big Academy, ha ricordato, “è stata sin dall’inizio mettere le imprese al centro della formazione come attori e motori principali di questo processo, in modo da poter sviluppare le competenze che servono all’industria e alle nostre aziende di filiera per rimanere competitive con i competitor internazionali”.

E di managerialità “giovane” c’è bisogno anche nelle imprese giovanili, che oggi appaiono in rallentamento. “Le imprese degli under 35 sono mediamente il 28% in meno di quelle di dieci anni fa”, ha affermato Giuseppe Salvini, coordinatore del Comitato dei Segretari Generali presso Unioncamere Toscana, secondo cui questo è un dato che “la demografia spiega” ma “che ci deve far riflettere” perché per i giovani fare impresa ” richiede un contesto favorevole, richiede degli aiuti per lo startup”. Come Camere di commercio, ha ricordato Salvini, “stiamo partendo con dei bandi in cui aiutiamo le imprese a sostenere i costi di avvio dall’affitto dei locali, alle prime attrezzature, alle spese notarili”.

“Investire sugli Its per limitare il mismatch”

Il Made in Italy patisce oggi anche il mismatch fra domanda e offerta di lavoro, visto che “nel primo trimestre dell’anno – ha spiegato a Firenze il rappresentante di Unioncamere – sono aperte in Toscana circa 107.000 posizioni lavorative potenziali. Sono potenziali perché oltre il 50% di queste posizioni potenziali non si trovano, non si trovano i profili che le imprese richiedono, soprattutto i profili di alta specializzazione. Considerate che la difficoltà media di reperimento delle figure professionali da parte delle imprese è il 50%, per i profili di alta specializzazione supera il 70%”.

Il tema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, secondo l’assessora regionale alla formazione Alessandra Nardini, “non si risolve con politiche un po’ strumentali, come pensare di cancellare alcune politiche che avevano consentito alle persone di non sprofondare in povertà assoluta, ma cercando di allineare meglio i percorsi formativi con le esigenze del mondo dell’impresa”. Anche per questo, ha sottolineato, “ci vogliono investimenti strutturali a partire dal livello nazionale, a partire anche dal sistema Its nel nostro paese”, perché “noi come Regione Toscana continuiamo a fare questo sforzo” ma “da soli non bastiamo”.

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