Il processo di contrazione delle vendite per Salvatore Ferragamo rallenta la sua intensità a fine 2025 e sembra puntare verso la sua conclusione, con segnali incoraggianti dall’America e dal canale di vendita direct-to-consumer dove cresce il peso dell’online. Nel quarto trimestre 2025 i ricavi preliminari consolidati del gruppo sono stati di 282 milioni di euro, in calo del 2% a cambi costanti e del 3,2% a cambi correnti anno su anno; nell’intero esercizio 2025 i ricavi preliminari consolidati ammontano a 977 milioni di euro, in calo del 3,8% a cambi costanti e del -5,7% a cambi correnti. Dati non ancora positivi, ma quantomeno meno negativi del -9,4% con cui si era chiuso il primo semestre dell’anno passato.
Il canale direct-to-consumer – che raggruppa i negozi monomarca e le vendite online gestite direttamente – ha riportato ricavi a cambi costanti in aumento del 6,3% nel trimestre e dello 0,4% nell’anno, mentre il canale wholesale è rimasto fortemente negativo (-17,1% a cambi costanti e -17,5% a cambi correnti, con un peggioramento a fine anno). Guardando alle aree geografiche, rimangono in sofferenza l’area Emea e l’Asia Pacific, dove però si segnala una crescita nell’ultimo trimestre per Corea, Cina e Sudest Asiatico. Segnali positivi per Ferragamo arrivano da oltre Atlantico: il Nord America nell’esercizio 2025 ha registrato un aumento delle vendite nette del 3,1% a tassi di cambio costanti (-0,9% a cambi correnti), tendenza che si accentua per Centro e Sud America (+7,9% e -1,4%).
“Consapevoli dell’incertezza del contesto geopolitico e macroeconomico e delle sfide nel canale wholesale – afferma il gruppo Salvatore Ferragamo -, nel 2026 ci concentreremo sul consolidamento del momentum attuale, sul pieno sviluppo del nuovo posizionamento e sulla revisione della rete di distribuzione retail. L’obiettivo è costruire sui primi risultati positivi, rilanciando l’appeal del brand e sostenendo il fatturato e la performance economica del gruppo”. (lt)