La Toscana si presenta all’inaugurazione dell’anno giudiziario della sezione regionale della Corte dei Conti con una fotografia in chiaroscuro: davanti a una magistratura contabile regionale che intensifica l’attività requirente e giurisdizionale si pone un quadro di illeciti che tocca tributi locali, contributi Ue e imprese beneficiarie di fondi pubblici. Nel 2025 la Procura regionale ha notificato 66 inviti a dedurre a 131 presunti responsabili e depositato 58 atti di citazione, in crescita del 23,4% rispetto ai 47 del 2024, con danni contestati superiori a 27 milioni di euro e 100 convenuti complessivi. Tempi più che dimezzati per la definizione dei giudizi, con una media nel 2025 di 362 giorni, in calo del 59,42%.
“Questi risultati sono gratificanti – ha affermato il procuratore regionale della Corte dei Conti della Toscana, Massimo Chirieleison – ma l’obiettivo è di fare sempre di più e meglio per soddisfare il bisogno di giustizia, che sentiamo come un dovere ineludibile”. Il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana, Angelo Bax, ha ammesso che “siamo un po’ preoccupati per la riforma, la legge 1 del 2026 che ridisegna le funzioni della Corte”, ma “speriamo che in sede di esercizio della delega si riequilibri il rapporto tra chi svolge attività di controllo e chi verifica la commissione di illeciti erariali. Questa è una funzione che ci deriva dalla Costituzione e una legge va confrontata anche con la Costituzione”.
Incassati 2,3 milioni di euro nel 2025
Le istruttorie pendenti al 31 dicembre 2025 risultano 269, a fronte di 1.333 archiviazioni, con quattro archiviazioni intervenute dopo la notifica dell’invito a dedurre. Sul fronte delle entrate recuperate, nel 2025 sono stati incassati oltre 56mila euro in corso di istruttoria o a seguito di invito a dedurre, 468mila euro mediante rito abbreviato in primo grado e 1,78 milioni di euro in esecuzione delle sentenze di condanna di primo e secondo grado. L’ammontare complessivo delle sentenze di condanna nell’anno è pari a 2,97 milioni di euro, cui si aggiungono 621mila euro per i riti abbreviati e 20mila euro per il rito sanzionatorio, per un totale di 3,616 milioni di euro contro i 2,994 del 2024, in forte ribasso rispetto agli oltre 11 milioni del 2023.
Nel contenzioso pensionistico, la sezione ha definito 68 giudizi su 123 pendenti, mentre in materia di responsabilità e di conto ha chiuso 75 giudizi su 158, con tempi medi di definizione pari a 362 giorni complessivi e 413 giorni per l’area contabile. In materia di entrate, un filone consolidato riguarda l’omesso riversamento dell’imposta di soggiorno da parte di gestori di strutture ricettive: nel corso del 2025 sono state depositate cinque sentenze di condanna, per un importo complessivo di 340mila euro.
I casi di contributi pubblici, Pnrr e Creazione Impresa
Un capitolo centrale della relazione del procuratore regionale riguarda i contributi pubblici, con particolare riferimento ai fondi Ue, al Pnrr e ai bandi regionali per imprese giovanili e femminili. Fra le azioni più rilevanti viene indicata una citazione da 1,3 milioni di euro, originata da un’annotazione della Guardia di Finanza di Arezzo su presunte indebite compensazioni di crediti d’imposta derivanti dal Fondo Sviluppo e Coesione per le Zes e da risorse del Pnrr per la Formazione Personale 4.0. Sono stati coinvolti la società, il socio-rappresentante legale e il consulente.
Sul Por Fesr 2014-2020 – azione 3.5.1 ‘Creazione Impresa Giovanile, Femminile e dei destinatari Ammortizzatori Sociali’ sono state avviate più citazioni: una con danno contestato di 19.600 euro a società e soci illimitatamente responsabili, un’altra con pari importo a società in liquidazione e socia unica-amministratore, entrambe con contestazione di dolo eventuale o, in subordine, colpa grave. Secondo la Procura, le indagini della Guardia di Finanza di Firenze hanno disvelato “un complessivo sistema fraudolento che ha coinvolto centinaia di imprenditori nella Regione Toscana sotto un’unica regia, riconducibile ad un medesimo consulente, volto all’indebita percezione e all’illecito sviamento di contributi pubblici di matrice eurounitaria”.
“Rafforzare i controlli su bandi e incentivi”
I contributi illegittimamente erogati sono quantificati in circa 140 finanziamenti per un importo di circa 3 milioni di euro, con pratiche intestate a soggetti collegati da rapporti familiari o professionali, utilizzo di imprese fittizie, fatture false, documentazione contraffatta e preventivi di spesa privi di fondamento. In questo filone, la Procura ha attivato cinque giudizi su un primo cluster di quattro imprese individuali tra loro collegate e un quinto caso in cui lo stesso beneficiario ha ottenuto due finanziamenti ‘Creazione impresa’ e un finanziamento garantito dallo Stato ex Decreto Liquidità. Sono stati poi avviati ulteriori 11 giudizi su finanziamenti comunitari, 14 inviti a dedurre e 15 citazioni nel corso del 2025.
Sul versante delle imprese, le relazioni richiamano vari casi che intrecciano ammortizzatori sociali, agricoltura, investimenti e bandi energetici. Su un piano più sistemico, le relazioni di Bax e Chirieleison insistono sul ruolo dei consulenti nella catena di responsabilità e sulla necessità, per le amministrazioni toscane, di rafforzare controlli istruttori e rendicontativi su bandi e incentivi, soprattutto in ambito Pnrr. Per il tessuto produttivo regionale, caratterizzato da forte utilizzo di fondi europei e nazionali, il messaggio che arriva è che l’accesso agevolato alle risorse pubbliche è sempre più affiancato da un controllo penetrante sugli utilizzi effettivi e sulle catene di soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella gestione dei flussi finanziari.
Leonardo Testai