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21 maggio 2026

Ad Arezzo il voto più incerto: il candidato civico “terzo incomodo” infastidisce i due poli

Il centrosinistra con Vincenzo Ceccarelli all’assalto del fortino del centrodestra, che candida Marcello Comanducci. Ma attenzione al guastatore Marco Donati.

Carlo Pellegrino
Palazzo dei Priori, sede del Comune di Arezzo

Palazzo dei Priori, sede del Comune di Arezzo

Arezzo al bivio dopo dieci anni e due mandati del sindaco di centrodestra Alessandro Ghinelli. Le urne saranno aperte domenica 24 maggio (dalle 7 alle 23) e lunedì 25 maggio (dalle 7 alle 15) per una tornata elettorale che si preannuncia infuocata: in ballo ci sono la poltrona di primo cittadino e il rinnovo del consiglio comunale, con ben 519 candidati distribuiti su 18 liste.

Con sei candidati in campo e tre forze pesanti a contendersi i voti, il ballottaggio (fissato per il 7 e 8 giugno) appare certo. La partita si gioca sul filo dei voti tra il centrodestra, il campo largo progressista e un blocco civico agguerrito.

Comanducci: l’inventore della Città del Natale unisce il centrodestra

Imprenditore alberghiero e turistico, 52 anni, esperto di innovazione e intelligenza artificiale, Marcello Comanducci è l’uomo scelto per guidare il centrodestra unito. Sostenuto da 5 liste (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e la civica Fare), Comanducci non è un volto nuovo: è stato assessore al Turismo nella prima giunta Ghinelli, mettendo la firma sul successo della Città del Natale. Parliamo dell’evento che ha trasformato il turismo di Arezzo: da città senza visitatori tra novembre e gennaio, si è ritrovata a ospitare dai 30 ai 40 bus turistici ogni fine settimana.

Il suo passato politico recente è segnato da una rottura: se n’era andato dalla giunta per motivi professionali legati alle sue attività ricettive. A spingerlo al rientro è stato l’ex vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, pure lui fuoriuscito dalla prima giunta Ghinelli. Oggi Comanducci rappresenta uno dei volti più caratterizzanti del centrodestra aretino.

Marcello Comanducci, candidato a sindaco del centrodestra

Ceccarelli: l’esperienza al servizio del Campo Largo

Per strappare la città al centrodestra, il Pd si affida all’esperienza di Vincenzo Ceccarelli, 66 anni: è la punta di diamante dei dem, il volto più noto. Ceccarelli vanta un curriculum politico imponente: è stato sindaco di Castel San Niccolò negli anni Ottanta, presidente della Provincia di Arezzo per dieci anni e assessore regionale alle Infrastrutture con Enrico Rossi dal 2013 al 2020, poi presidente del Pd in consiglio regionale nella prima legislatura di Eugenio Giani.

Attorno a lui il centrosinistra è riuscito nell’impresa di riunire il campo largo, blindando una coalizione di 5 liste che va dal Partito Democratico fino al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista e la civica Arezzo Partecipa. Ceccarelli punta tutto sull’ascolto della città. È senza dubbio l’uomo più forte e autorevole che il Pd potesse mettere in campo.

Vincenzo Ceccarelli, candidato del centrosinistra

Donati: il terzo incomodo che batte le frazioni

Se lo scontro principale sembra polarizzato tra Comanducci e Ceccarelli, tutti gli occhi sono puntati su Marco Donati. Ex parlamentare del Pd in quota renziana (poi passato a Italia Viva) e capogruppo uscente di Scelgo Arezzo, il 46enne Donati gioca il ruolo dell’underdog di lusso. Si è mosso con enorme anticipo rispetto agli avversari, battendo palmo a palmo il territorio e concentrandosi moltissimo sulle frazioni.

Donati si presenta con una corazzata di ben 4 liste civiche (Scelgo Arezzo, Lista delle frazioni Con Arezzo, Noi per domani, Più Arezzo) e un unico appoggio di un partito nazionale, Azione. Alle comunali del 2020 aveva strappato un solido 9%; quest’anno punta a fare molto di più, tanto da mettere in allarme i due schieramenti principali. Più di un esponente politico locale, temendo l’effetto sorpresa, ha già iniziato a bersagliarlo: segno evidente che la sua candidatura fa paura e potrebbe sparigliare le carte per l’accesso al ballottaggio.

Marco Donati, candidato civico e “terzo incomodo”

Gli altri tre candidati in corsa

Dietro ai tre favoriti, si muovono altre tre figure pronte a intercettare il voto di protesta e d’opinione. Michele Menchetti, 48 anni, impiegato nel settore tessile, è un consigliere comunale uscente, reduce da un mandato molto attivo, e ha alle spalle una lunga militanza nel Movimento 5 Stelle (con cui si candidò a sindaco nel 2020 arrivando quarto). Quest’anno corre da civico con la lista Lista indipendente per Arezzo, portando avanti le sue storiche battaglie sul territorio.

Egiziano Andreani corre per Democrazia Sovrana e Popolare. Ha 67 anni, ex esponente storico e segretario provinciale della Lega, poi transitato nel Gruppo Misto. Figura storica della politica aretina, siede in consiglio comunale dal 2015 e sposa oggi il progetto politico nazionale di Marco Rizzo.

L’unica donna della sfida è Serena Marinelli (Alternativa Comune per una democrazia radicale). Pedagogista, progettista sociale e counselor di 55 anni, ha formalizzato la sua candidatura a soli due giorni dal deposito delle liste. Il suo programma è fortemente caratterizzato da temi sociali, inclusione, disabilità e la battaglia per l’acqua pubblica.

I nodi sul tavolo: l’eredità Ghinelli e i cantieri da completare

Chiunque vincerà dovrà fare i conti con un’eredità pesante e con le spine lasciate dall’amministrazione uscente. Se da un lato il turismo vola, dall’altro l’opposizione attacca duramente la giunta Ghinelli per la gestione dei maxi cantieri cittadini ancora aperti.

Sotto i riflettori ci sono soprattutto i forti disagi al traffico e al commercio provocati dalla maxi rotatoria di via Fiorentina, che solleva lamentele da parte dei negozianti della zona. Un tema caldo che l’opposizione sta usando come ariete elettorale. Il centrodestra si difende parlando delle opere portate a termine, come il nuovo tunnel del Baldaccio.

Le partite economiche

Poco possono incidere le scelte della politica nell’economia di una città considerata la capitale italiana
dell’oro, in cui molto ruota attorno all’indotto di un settore sensibile agli scossoni del mondo più che alle
scelte locali. Anche l’ultimo rapporto sul lavoro della Camera di Commercio delinea un quadro stabile ma positivo per Arezzo e il resto della provincia (tasso di disoccupazione del 2,9%, ben sotto la media toscana che si attesta al 4,4%). L’altro settore cruciale, il tessile, è spinto dall’alta moda (Prada su tutti) e si muove in autonomia rispetto alle scelte di Arezzo, mentre la ricordata crescita del turismo ha dato una boccata d’ossigeno al commercio in un momento storico non facile. In questa parte di Toscana economia significa anche trasporti non sempre all’altezza; la partita da giocare è quella della stazione Medioetruria: in passato sia il centrodestra che il centrosinistra avevano puntato su Rigutino, anziché su Creti: resta da capire se e come si andrà avanti con il progetto.

Autore:

Carlo Pellegrino

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