di Claudia Del Re, avvocato, docente dell’Università degli Studi di Firenze e visiting professor alla Symbiosis International University di Pune.
Benefici economici e opportunità per le imprese europee. Sono le prospettive che emergono dopo che a Nuova Delhi il 27 gennaio di quest’anno si sono conclusione i negoziati di un Accordo di libero scambio (Free Trade Agreement-FTA) tra la Commissione Europea e la Repubblica indiana. “Un accordo ambizioso e commercialmente significativo, il più grande mai concluso da entrambe le parti”– si legge nei comunicati della Commissione Europea. L’UE e l’India già commerciano beni e servizi, ben 6000 imprese europee sono attive sul suolo indiano, ma l’Accordo di cui si prevede l’entrata in vigore tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028 apre uno scenario nel quale i principali settori industriali e agroalimentare dell’UE potranno usufruire di un vantaggio competitivo.
L’India eliminerà e/o ridurrà i dazi sul 96,6% delle esportazioni di beni dell’UE aprendo a nuovi mercati e l’Unione europea liberalizzerà il 99,5% delle proprie tariffe. Saranno semplificate le procedure doganali con una riduzione degli oneri amministrativi. In forza di questo Accordo si prevede che, entro il 2032, l’UE raddoppierà le esportazioni verso l’India e ai prodotti indiani saranno garantiti accessi su larga scala sul suolo europeo. Uno dei settori dell’economia Ue che trarrà più vantaggi nell’esportazione è quello dei prodotti agroalimentari dove le tariffe sono di rilievo. Oggi l’India è tra i Paesi con le tariffe più elevate, ma nell’Accordo è previsto che le tariffe indiane sui vini siano ridotte dal 150% al 75%, e in un percorso di graduale riduzione, fino anche al 20%; le tariffe dell’olio passeranno dal 45% allo 0 in cinque anni; per pane e dolciumi ci sarà l’eliminazione dei dazi fino al 50%. Per quanto riguarda le filiere ritenute sensibili (cerali, latticini, pollame…) potranno essere adottate protezioni speciali, ma anche progressive aperture ai mercati.
Riduzioni tariffarie significative riguardano anche macchinari, beni strumentali, prodotti chimici e farmaceutici, tutti settori nei quali l’industria europea vanta un elevato grado di specializzazione. Con l’entrata in vigore dell’Accordo per le imprese UE sarà garantito un accesso agevolato anche al mercato indiano dei servizi come quello marittimo, finanziario e delle telecomunicazioni. Spazio è dedicato anche alle piccole e medie imprese per rimuovere gli ostacoli che gravano su queste realtà, meno attrezzate e robuste nell’export. Di interesse anche l’applicazione di tutele dei diritti di proprietà intellettuale (marchi, copyright, design, segreti commerciali) cosicché le imprese indiane ed europee possano commerciare ed investire in maniera protetta. In questo campo, l’intesa si basa sui trattati internazionali già vigenti in materia.
Un accordo di grande impatto sul piano commerciale e per gli sviluppi economici con benefiche ricadute per tutta l’Europa e per il made in Italy. Gli esperti di economia e geopolitica stanno già guardando più lontano e da questa intesa tra UE e India prefigurano anche un cambio degli equilibri geopolitici tra Europa e Asia.
Claudia Del Re è avvocato dello Studio Legale Del Re e professore a contratto in Gestione della Brevettazione e della Proprietà Intellettuale presso Università degli Studi di Firenze; recentemente è stata visiting professor alla Symbiosis International University di Pune.