Uno scorcio della campagna toscana
La Toscana è prima con 113,5 punti nel Regional Tourism Reputation, ma in un contesto che impone una riflessione su sostenibilità e riequilibrio dei flussi turistici. È quanto emerge dalla nona edizione dell’indagine realizzata da Demoskopika, che analizza visibilità online, popolarità, social reputation e qualità percepita dell’offerta delle regioni italiane.
I numeri della reputazione
La Toscana guida la classifica generale con 113,5 punti, davanti al Trentino-Alto Adige (112,2) e alla Sicilia (109,7). Decisiva, secondo il report, la performance sul fronte della popolarità digitale: nell’indice dedicato la regione registra una media di interesse pari a 57 punti su Google Trends (filtro “viaggi”) e ottiene 133,1 punti nel ranking parziale, il valore più alto tra le destinazioni monitorate.
Sul versante della qualità percepita dell’offerta turistica, la Toscana raggiunge 106,7 punti nel Destination Reputation Index, con quasi 50mila strutture e attrazioni valutate positivamente tra ristorazione, ricettività e patrimonio culturale.
A livello nazionale, l’analisi prende in esame oltre 302mila pagine indicizzate, circa 8,7 milioni di follower e like sui social ufficiali e quasi 720mila strutture tra ristoranti, hotel e attrazioni culturali. Se nella sottograduatoria della “popolarità digitale” la Toscana è prima, in quella dell’attrattività social (capacità di incrementare i follower attraverso i propri canali digitali) deve cedere lo scettro al Trentino Alto Adige mentre per quanto riguarda l’apprezzamento dell’offerta turistica è il Lazio a conquistare la testa della classifica. Infine da registrare il primato della Sicilia per numero di pagine indicizzate sul motore di ricerca Google della keyword “vacanze” seguita dal “nome destinazione”.
La Regione: questo primato non è un caso
La notizia è stata accolta con soddisfazione dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras.
«Il primato della Toscana nella reputazione turistica non è un caso – ha commentato Giani – ma il risultato di una strategia che unisce qualità dell’offerta, identità dei territori e capacità di ascolto della domanda. La distanza dal Trentino-Alto Adige è minima, e questo ci stimola a migliorare ancora. Il merito va agli operatori, ai cittadini e a chi ogni giorno racconta il meglio della Toscana. Continueremo a investire su cultura, accoglienza e innovazione per far sì che questa regione non sia solo una meta, ma un’esperienza unica».
Sulla stessa linea l’assessore Marras: «Sappiamo di essere una delle regioni più ricercate e cliccate e insieme a comuni ed operatori stiamo lavorando sempre di più per posizionarci al meglio e costruire un’offerta sempre più diversificata e soprattutto sostenibile. Ormai lo scenario è completamente mutato. Oggi la pianificazione di un viaggio avviene con strumenti che si basano sui dati raccolti sul web e con l’ausilio dell’IA. Quelli che abbiamo a disposizione, raccolti grazie al portale visittuscany, ci aiutano a calibrare l’offerta e a comprendere i comportamenti dei turisti».
Città d’arte in crescita, criticità sul fronte balneare
Se i dati certificano la forza del brand regionale, soprattutto nelle città d’arte, resta aperto il tema dell’equilibrio dei flussi. In particolare Firenze continua a rappresentare uno dei principali poli di attrazione, ma anche uno dei territori maggiormente esposti al fenomeno dell’overtourism, con effetti su servizi, mercato immobiliare e qualità della vita nel centro storico.
Parallelamente, negli ultimi anni si è registrato un trend meno dinamico per il turismo balneare, che interessa diverse località della costa toscana. Mentre le città d’arte mantengono livelli elevati di interesse e visibilità online, il comparto mare evidenzia segnali di rallentamento, imponendo una riflessione su strategie di rilancio e diversificazione dell’offerta. Partendo però dal dato di fatto confermato dalla ricerca Demoskopika: siamo una regione cliccatissima.
Alessandro Pattume