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05 maggio 2026

Sistema moda Firenze, -5,6% di imprese in un anno: l’abbigliamento soffre di più

La designer Sabrina Di Tora eletta nuova presidente di Cna Federmoda abbigliamento e tessile per la Città Metropolitana.

Sabrina Di Tora, presidente di Cna Federmoda abbigliamento e tessile Firenze

Sabrina Di Tora, presidente di Cna Federmoda abbigliamento e tessile Firenze

Il sistema moda della Città Metropolitana di Firenze conta 5.015 imprese attive nel 2025, in calo del 5,6% in un anno secondo i dati Movimprese. Di queste, 3.084 sono realtà artigiane, le più esposte alla contrazione del mercato del lusso. La flessione è ancora più marcata nel comparto dell’abbigliamento, che segna un -7,8% con 1.623 imprese attive, sebbene l’artigianato dell’abbigliamento mostri una tenuta relativa, limitando il calo al 6,3%. In questo contesto entra in carica Sabrina Di Tora, 36 anni, designer di accessori e consulente nella filiera produttiva con oltre quindici anni di esperienza, eletta nuova presidente di Cna Federmoda abbigliamento e tessile per la Città Metropolitana di Firenze. Formatasi allo Ied di Milano, Di Tora porta un profilo ibrido tra progettazione stilistica e produzione.

“Visibilità, digitale e meno dipendenza dai grandi marchi”

“Accolgo con responsabilità il ruolo di presidente Cna – ha dichiarato Di Tora – per il comparto tessile e abbigliamento. Credo profondamente nel valore della filiera moda toscana, unica al mondo per competenze e concentrazione territoriale. Il mio impegno sarà quello di renderla più visibile, connessa e competitiva, attraverso innovazione digitale, strumenti condivisi e nuove opportunità di sviluppo per le imprese artigiane”.

Sul piano strategico, uno dei nodi da sciogliere è la dipendenza da pochi committenti. Il modello del conto terzi non va abbandonato, ma riequilibrato: le imprese vanno accompagnate a sviluppare una propria identità di prodotto, con linee o marchi propri, per ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato. Sul versante digitale, Di Tora vede nella trasformazione tecnologica anche una leva comunicativa: “non solo ottimizzazione dei processi, ma costruzione di un racconto contemporaneo e accessibile del saper fare artigiano”, con l’obiettivo di aprire il distretto a mercati e interlocutori internazionali.

Formazione e ascolto delle imprese

Il mandato della neopresidente si apre anche con un ciclo di visite dirette alle aziende del sistema moda del territorio di Firenze. Sul fronte delle competenze, la diagnosi è netta: “La qualità manifatturiera è il nostro punto di forza – sostiene Di Tora -, ma da sola non basta più. Serve investire in formazione su branding, comunicazione e posizionamento. Senza questi strumenti, il rischio è restare invisibili anche quando si lavora a livelli altissimi”. (lt)

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