L'assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi firma la lettera alla ministra Calderone
Cassa integrazione in deroga prorogata a tutto il 2026, ampliamento della platea di Codici Ateco destinatari delle misure di sostegno, un tavolo permanente congiunto con Regioni e Inps per individuare proposte condivise per il rilancio dell’intera filiera.
Sono le richieste urgenti per affrontare la crisi del settore moda formulate in una lettera inviata oggi giovedì 12 febbraio al ministro del lavoro Marina Elvira Calderone dall’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi, su mandato e in qualità di presidente XI commissione Politiche del lavoro e formazione professionale della conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
“La crisi in tutto il Paese rischia di aggravarsi sempre di più e anche in Toscana, pur tra segnali di rallentamento della caduta, un’inversione di rotta non si vede”, spiega con preoccupazione Lenzi, richiamando dati Istat e Inps che parlano di segnali per nulla incoraggianti tra “risultati economici peggiori rispetto al biennio precedente, aspettative prudenti di ripresa, indebolimento delle esportazioni e un ricorso crescente agli ammortizzatori in diversi segmenti, con ricadute dirette su imprese e livelli occupazionali”.
“E’ evidente che serve una decisa scossa”, osserva l’assessore toscano, “che deve andare in una duplice direzione”. In primo luogo “misure di sostegno e accompagnamento in grado di evitare dispersione di competenze e perdita di capacità produttiva”, e “interventi per innescare percorsi in grado di rafforzare produttività e competitività”.
Secondo dati Irpet, nel 2025 la Cig in deroga ha riguardato 8.527 dipendenti medi mensili di tutte le lavorazioni moda. Di questi ben 6.412 nella filiera della pelletteria e del lusso, che sul piano occupazionale, pur pesando per il 42% del comparto moda, fa il 75% della Cig del comparto.
Alcune analisi di fonte sindacale riportano che nel 2024 su circa 6.000 licenziamenti nel manifatturiero regionale, 4.000 avrebbero riguardato le filiere della moda. I dati Irpet in realtà sono diversi.
em