Via libera al progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca all’interno di Banca Mps, con il concambio – il rapporto fissato tra i valori delle rispettive azioni – fissato in 2,45 azioni di Rocca Salimbeni per ogni azione di Piazzetta Cuccia. Il Cda di Mps, approvando il progetto di bilancio con i numeri già presentati ai mercati, ha inoltre deliberato di proporre alla prossima assemblea dei soci del 15 aprile 2026 la distribuzione di un dividendo in contanti per azione di 0,86 euro – per un ammontare complessivo di circa 2,6 miliardi – con stacco cedola il 18 maggio, record date il 19 e pagamento il 20.
Cambiano i pesi nell’azionariato di Siena
L’operazione di fusione porterà com’è noto al delisting di Mediobanca – ma una newco controllata erediterà il suo nome – e a un nuovo assetto azionario per Banca Mps. La conversione del 13,65% del capitale di Mediobanca in azioni dell’istituto senese comporterà infatti una diluizione della quota finora detenuta dagli attuali soci di Mps: Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) scenderà al 16,1% del capitale, il gruppo Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, il Mef al 4,5%, Banco Bpm al 3,4%; il flottante sarà rappresentato dal 62% del capitale.
Il progetto di fusione dovrà ora essere approvato – con maggioranza dei due terzi – dalle assemblee straordinarie dei due istituti, e dovrebbe diventare efficace entro la fine del 2026, secondo quanto comunicato da Rocca Salimbeni. “La fusione, insieme alle operazioni di riorganizzazione, ha l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato – sostiene Mps -, preservando al contempo le identità, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e delle relative risorse professionali”. La riorganizzazione annunciata prevede, nello specifico, anche l’integrazione delle reti di consulenti finanziari, retail e affluent, di Mediobanca Premier e Banca Widiba, che assumerà una nuova denominazione con il brand Mediobanca. (lt)