Per micro e piccole imprese l’intelligenza artificiale sempre più spesso non appare una minaccia, ma uno strumento per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo: è il quadro che emerge dall’indagine promossa dall’Area studi e ricerche della Cna su oltre 2.500 imprese, che fotografa una forte accelerazione nell’adozione dell’Ai e segnala tendenze comuni tra i territori di Firenze e dell’asse Prato-Pistoia, sia sul fronte dell’utilizzo sia su quello delle criticità ancora aperte.
Nelle tre aree l’uso dell’Ai tra micro, piccole e medie imprese è passato da una quota ben sotto il 10% a una superiore a un terzo delle aziende, e molte altre ne valutano l’adozione. Quasi il 60% degli imprenditori ha un’opinione positiva dell’Ai, dato anch’esso in crescita, con punte positive fra gli under 30. Sul fronte dei benefici, il risparmio di tempo è indicato come principale vantaggio dall’83,1% delle imprese, seguito da riduzione degli errori, eliminazione delle attività ripetitive e aumento della competitività, indicato da circa un’impresa su quattro. Per una quota significativa di aziende, soprattutto nel manifatturiero, l’Ai è già associata anche a innovazioni di prodotto e di processo. In entrambe le aree il principale freno è la difficoltà a comprendere le applicazioni concrete dell’Ai – oltre la metà del campione lo lamenta – seguita dalla carenza di competenze interne.
“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si sta diffondendo a grande velocità – afferma il presidente nazionale di Cna, Dario Costantini – a conferma dell’apertura delle nostre imprese nei confronti delle nuove tecnologie. Oltre una su tre la sta utilizzando e un altro 15% ne sta valutando l’adozione e anche gli imprenditori più anziani hanno un orientamento positivo”. Lorenzo Cei, direttore generale di Cna Firenze Metropolitana, sottolinea che “nelle micro e piccole imprese l’intelligenza artificiale non serve a fare innovazione di facciata, ma a risolvere problemi concreti: risparmiare tempo, ridurre gli errori, rispondere più velocemente ai clienti”. Per Elisa Bologni, presidente Informatici Cna Toscana Centro, “l’indagine conferma un cambiamento culturale ormai evidente: le Pmi guardano all’Ai con interesse e concretezza e sono pronte al salto tecnologico, ma chiedono una guida sicura”. (lt)