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Innovazione

05 maggio 2026

Ia e Pmi, gap da colmare: solo il 14,2% delle piccole imprese usa l’intelligenza artificiale

A Prato il workshop di Confindustria Toscana Nord: “Deve diventare una leva di competitività per tutto il sistema”.

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Solo il 14,2% delle piccole imprese italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale, contro il 26% della Germania: è il dato di partenza su cui si è aperto a Prato il 4 maggio il workshop ‘Ai per le Pmi: innovazione, opportunità e crescita’, organizzato dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Toscana Nord in collaborazione con Confindustria Innovation Hub, finanziato dall’Unione Europea-Next Generation Eu e realizzato da Sistemi Formativi Confindustria.

“L’intelligenza artificiale – ha dichiarato Fausto Bianchi, presidente Piccola Industria di Confindustria, aprendo i lavori – non può restare una tecnologia per pochi: deve diventare una leva di competitività per tutto il sistema produttivo, a partire dalle Pmi. Basterebbe un +5% di produttività nelle micro, piccole e medie imprese per generare quasi 9 miliardi di euro e uno stimolo pari allo 0,4% del Pil”. Bianchi ha indicato nei Digital Innovation Hub di Confindustria lo strumento chiave per accompagnare le imprese sul territorio “nella valutazione della maturità digitale e nell’accesso alle tecnologie più adatte”.

“Il vero ostacolo è l’inerzia, non il costo”

Il dibattito ha coinvolto rappresentanti di Confindustria, dei Dih Lombardia e Toscana e dello spazio imprenditoriale. A chiudere i lavori sono stati il presidente della Piccola Industria di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi e la delegata per l’innovazione Milena Guerrini. “Il vero ostacolo all’adozione dell’Ai nelle nostre Pmi – ha affermato Cavicchi – non è il costo: è l’inerzia. Gli strumenti ci sono, i finanziamenti ci sono: attraverso il Dih Toscana le imprese possono già accedere a percorsi concreti di supporto. Quello che serve è la decisione di iniziare: investendo sui propri dati, formando le proprie persone, ripensando la propria organizzazione. Chi lo fa oggi sarà più competitivo domani”.

Guerrini ha inquadrato la trasformazione in corso con un paragone storico: “L’intelligenza artificiale rappresenta oggi per l’industria ciò che Internet è stato negli anni ’90. Come il web è diventato imprescindibile per l’economia, così l’intelligenza artificiale è già la nuova infrastruttura cognitiva, un riferimento indispensabile nella complessità decisionale”. Tra le applicazioni già operative citate – manutenzione predittiva, ottimizzazione della produzione, controllo qualità automatizzato, logistica intelligente, progettazione assistita – la consigliera ha sottolineato la necessità di sviluppare nuove professionalità: “Ingegneri dei dati, supervisori di sistemi algoritmici, specialisti di etica dell’Ai, tecnici di manutenzione dei sistemi intelligenti, esperti di cybersecurity industriale”. (lt)

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