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06 marzo 2026

Firenze, nell’ex caserma dei Lupi di Toscana 236 alloggi a canone calmierato

Presentato il progetto di Fondazione, Cdp e Investire Sgr con la regia del Comune. L’affitto costerà 600 euro al mese.

Alessandro Pattume
Un rendering dell'operazione urbanistica all'ex caserma dei Lupi di Toscana

Un rendering dell'operazione urbanistica all'ex caserma dei Lupi di Toscana

Duecentotrentasei alloggi con garage e cantina a canone calmierato: 600 euro per un appartamento di 75 metri quadrati. È il progetto di social housing nell’ex Caserma Lupi di Toscana presentato stamani a Palazzo Vecchio, che vede la partecipazione di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, CDP Real Asset Sgr e Investire Sgr. “Un intervento che offre alle famiglie l’opportunità di accedere ad alloggi sostenibili e che allo stesso tempo rafforza l’attrattività della nostra città per chi ci vive e per chi ci lavora”, ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro. La costruzione degli alloggi comincerà ad inizio del prossimo anno e terminerà a fine 2029.

Un investimento di 55 milioni

Lo sviluppo del progetto di social housing prevede un investimento di 55 milioni di euro: 35 di questi provengono dal fondo Nazionale dell’Abitare (CDP Real Asset SGR), 15 milioni da Fondazione CR Firenze e 4 milioni dalla valorizzazione delle aree comunali. Investire Sgr controlla invece il fondo Abitaequo, il soggetto aggiudicatario della procedura ad evidenza pubblica promossa dal Comune di Firenze per la realizzazione degli appartamenti di edizia sociale a fronte della concessione del diritto di superficie.  “Il progetto Lupi di Toscana è innanzitutto un progetto di rigenerazione di un luogo abbandonato da troppi anni, che con questa iniziativa viene restituito alla città con finalità sociali – spiega Bernabò Bocca, presidente della Fondazione CR Firenze –, motivo per cui la nostra Fondazione si è impegnata a fondo, insieme a CDP RA e a Investire SGR. Una volta ultimati i lavori di bonifica e ricostruzione possiamo generare un concreto impatto, facilmente misurabile, a vantaggio delle 236 famiglie che potranno accedere agli appartamenti”.

La presentazione del progetto di housing sociale in Palazzo Vecchio a Firenze

Rinasce un luogo strategico della città

“Stimiamo – riprende Bocca – sulla base dei valori attuali, che ogni appartamento potrà generare vantaggi di oltre 7000 euro/annui, ovvero 1,7 milioni di euro annui di risparmi sui normali canoni di locazione richiesti per abitazioni in quella zona. Questo è il vero motivo che ci ha spinti ad investire 15 milioni di euro nel progetto – aggiunge – non certo il rendimento finanziario atteso da esso che sulla carta è previsto nel 5% lordo, oggi pari al rendimento di un BTP a 15 anni + 1%. Per anni si è discusso del futuro di quest’area, oggi Firenze ha l’opportunità concreta di vedere rinascere un luogo strategico della città. La Fondazione CR Firenze, come già avvenuto per Villa Monna Tessa e per gli investimenti del Fondo Housing Toscano, ha svolto un ruolo di sentinella sul territorio, capace di mettere in relazione grandi investitori nazionali con bisogni locali reali. Abbiamo attratto capitali pazienti – conclude – generando un effetto leva significativo e duraturo”. “La Toscana è un territorio fertile – commenta il direttore Fondi Abitare e Rigenerazione di CDP Real Asset SGR Filippo Catena – dove i vari stakeholder territoriali, insieme a CDP come catalizzatore di fondi nazionali e comunitari, riescono a realizzare interventi a favore del disagio abitativo”.

Il canone calmierato e l’ascensore sociale

L’intervento di social housing, spiega la sindaca Funaro, “contribuisce inoltre a creare le condizioni per un vero ascensore sociale, fondamentale per la crescita delle comunità. È previsto infatti il diritto di prelazione per gli inquilini sull’acquisto degli alloggi al termine della convenzione e, qualora non venga esercitato, per il Comune di Firenze – conclude – Uno strumento importante per continuare a mettere in circolo abitazioni a canone calmierato”.

La durata del fondo Abitaequo è di 20 anni, periodo che comprende anche autorizzazione e costruzione, con un vincolo di minimo 15 anni di locazione. Il canone calmierato è fissato a 8 euro al metro quadro al mese: si tratta di circa 600 euro al mese per un appartamento di circa 75 metri quadrati. La selezione dei nuclei familiari beneficiari degli alloggi sociali avverrà tramite appositi bandi che terranno conto delle condizioni di assegnazione previste dalla convenzione sociale stipulata tra il Comune e il fondo Abitaequo. 

Una veduta aerea dell’area della ex caserma Lupi di Toscana

Un nuovo quartiere con asilo e orti sociali

L’area di intervento dell’housing sociale è di 17 mila metri quadrati. Verranno realizzati 236 appartamenti di varie metrature con garage e cantina sul lato nord del grande viale di collegamento tra viale Nenni e la palazzina Comando, che sarà interamente pedonale. Il fondo Abitaequo si occuperà anche delle altre opere di urbanizzazione, che prevedono la realizzazione di orti sociali e anche di un asilo (0-6), che sarà realizzato in una delle palazzine esistenti.

Come un secondo Isolotto

“Costruiamo un nuovo pezzo di città, non è un isolato nel quale facciamo un intervento di trasformazione ma uno spazio enorme in cui riusciremo a costruire social housing – aggiunge l’assessore Caterina Biti – Poi ci sarà un intervento privato che proviene da una permuta del Quartiere 5, l’area dell’ex Gover, e poi uno studentato interamente pubblico fatto da Casa Spa con fondi del Comune e del Ministero. In più ci saranno dei servizi, ci sarà un grande parco, una nuova viabilità, è un come un Isolotto 2 – conclude – e ne siamo molto orgogliosi”.

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Alessandro Pattume

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