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29 aprile 2026

Consumi in Toscana, marzo in equilibrio precario (+0,2%) ma meglio della media nazionale

Confimprese-Jakala: bene Firenze e Livorno, ma il turismo “mordi e fuggi” non traina i distretti commerciali secondari.

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La Toscana chiude marzo 2026 con una variazione dei consumi a valore di +0,2% rispetto allo stesso mese del 2025, dunque sostanzialmente stabile, a conferma di una tenuta della regione in questa fase: è quanto emerge dall’Osservatorio permanente Confimprese-Jakala, che a livello nazionale registra invece un calo del -1,3% con tutti i settori merceologici in territorio negativo (abbigliamento-accessori e ristorazione a -0,9%, altro retail a -2,0%). Il risultato regionale colloca la Toscana in sesta posizione nella classifica nazionale dei consumi, alle spalle di Valle d’Aosta (+3,3%), Calabria (+2,6%), Sicilia (+2,5%) e Liguria (+1,8%), ma meglio di Emilia-Romagna (-1,9%), Veneto (-2,1%) e Lazio (-2,8%).

All’interno della regione spicca Livorno con +2,1%, seguita da Firenze con +1,9%, mentre Pistoia segna una lieve flessione di -0,1%. Il vantaggio delle città a maggiore vocazione turistica è però parziale. “Il turismo – si legge nell’analisi – è sempre più mordi e fuggi. I visitatori sono tanti ma si fermano pochi giorni, uno o due al massimo, si muovono in aree circoscritte: Duomo, Uffizi, Ponte Vecchio. Il risultato è una bassa penetrazione nei distretti commerciali secondari, che sono quelli più pesanti nei dati retail”.

Il quadro nazionale: attendismo e margini sotto pressione

Il calo dei consumi a livello nazionale è letto dagli analisti come la prima ricaduta delle tensioni internazionali. “I consumatori adottano comportamenti più prudenti, penalizzando in particolare alcuni comparti del retail”, spiega Mario Maiocchi, direttore del centro studi Confimprese. “E’ un segnale – ha aggiunto – che va letto con attenzione più che un semplice rallentamento congiunturale: evidenzia la fragilità della domanda interna rispetto a shock esterni. Senza un rafforzamento della fiducia e un contenimento delle spinte sui costi, il rischio è che la debolezza dei consumi si prolunghi anche nei prossimi mesi”. Nei canali di vendita, i soli centri commerciali reggono a +0,5%, mentre flettono le high street (-1,2%) e i negozi di prossimità (-1,3%). (lt)

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