B&C Speakers chiude il primo trimestre 2026 con ricavi consolidati pari a 24,8 milioni di euro, in flessione (-3,8%) rispetto ai 25,8 milioni dello stesso periodo del 2025. Il gruppo degli altoparlanti professionali di Bagno a Ripoli accusa flessioni anche nei margini: l’Ebitda si attesta a 5,1 milioni di euro (-18,8%) con un margine del 20,6%, mentre l’utile netto di gruppo si attesta a 3,5 milioni (-7,3%). La posizione finanziaria netta risulta positiva per 1,4 milioni di euro, in miglioramento rispetto al valore negativo di 0,2 milioni di fine 2025. Il portafoglio ordini si attesta a 14,7 milioni di euro: erano 18,6 milioni a fine 2025.
Asia e dazi frenano la performance
Il calo del fatturato, secondo B&C Speakers, riflette una fase iniziale dell’anno caratterizzata da maggiore selettività nella pianificazione degli ordini da parte della clientela. A pesare è soprattutto il mercato asiatico, in calo del 42,2% a 2,7 milioni di euro, mentre crescono in modo deciso America Latina (+90,9% a 1,9 milioni) e Italia (+61,4% a 2,2 milioni). Il costo del venduto sale al 62,9% dei ricavi rispetto al 59,1% del primo trimestre 2025, penalizzato dall’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Stati Uniti, anche se il dato risulta in lieve in miglioramento rispetto al 63,6% dell’intero 2025.
“L’avvio del 2026 si inserisce in un contesto macroeconomico e competitivo ancora caratterizzato da elementi di incertezza, tra cui le dinamiche geopolitiche e le recenti politiche commerciali internazionali, ha dichiarato Lorenzo Coppini, amministratore delegato di B&C Speakers. “Il gruppo prosegue nell’implementazione delle diretttrici strategiche già avviate – sottolinea -, tra cui lo sviluppo della piattaforma distributiva proprietaria e l’ampliamento della gamma prodotti, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo e cogliere nuove opportunità di crescita nel corso dell’esercizio”. (lt)