Confagricoltura Toscana si aggiunge al coro di voci che, in vista della nuova Politica agricola comune (Pac) 2028-2034, contesta due aspetti: 1) il taglio del budget “superiore al 20%” da parte dell’Unione europea; 2) l’introduzione di un Piano unico nazionale nel quale confluiranno fondi oggi distinti, come il Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga, che finanzia i pagamenti diretti), il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), il Fondo sociale.
Seminativi e zootecnica i più penalizzati
Il taglio del budget – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Toscana, Carlo Bartolini Baldelli in una conferenza stampa – ammonta a circa 7 miliardi di euro in sette anni, quasi 1 miliardo l’anno. “Applicando questo ridimensionamento a una regione come la Toscana, che intercetta una quota rilevante delle risorse Pac, il rischio è una perdita di diverse decine di milioni di euro ogni anno”, ha detto. Penalizzate sarebbero tutte le produzioni, in particolare i seminativi e la zootecnica. “Qui la Pac non è un sostegno accessorio ma una componente essenziale del reddito agricolo – ha aggiunto Bartolini Baldelli – Una riduzione strutturale delle risorse significa mettere in difficoltà soprattutto le imprese professionali, quelle che investono, esportano e tengono vivi territori complessi”.
Le Regioni vedrebbero compresso il proprio ruolo
Il Piano unico nazionale, invece, “rischia di accentuare una rinazionalizzazione della Pac e di comprimere il ruolo delle Regioni”. La eventuale scomparsa del Fondo per lo sviluppo rurale come “ambito autonomo” è considerata particolarmente grave perché “senza risorse dedicate e garantite, il rischio concreto è un rallentamento degli investimenti e un progressivo abbandono delle zone più fragili della regione”.
Ocm senza risorse garantite
Infine, preoccupazioni sono segnalate anche per il cambiamento delle regole sugli aiuti al reddito, e per le risorse (non più prefissate né garantite) destinate alle Ocm, le organizzazioni comuni di mercato che sostengono i singoli comparti produttivi. “La Pac non può diventare una variabile di compensazione per accordi commerciali come quello con il Mercosur – conclude il presidente di Confagricoltura Toscana – Serve una politica agricola realmente comune, europea, con fondi certi, tutela del reddito e un chiaro orientamento alla competitività. È questa la condizione indispensabile per dare futuro alle imprese agricole toscane”.