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19 marzo 2026

Affitti in centro a Firenze, Property Managers: “Ribassi fino al 25%”

Studentati e domanda debole cambiano il mercato. “I bilocali passati da 1300-1400 euro a 1.000 euro”.

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A Firenze il mercato immobiliare mostra segnali di cambiamento, proprio mentre resta aperta la contesa sugli affitti brevi tra amministrazione comunale e proprietari. Negli ultimi mesi, nel centro storico si registra un dato sorprendente, da prendere con le molle: una diminuzione dei canoni e un aumento degli appartamenti sfitti, un fenomeno che – secondo gli operatori – segna una fase nuova per il mercato locale.

A evidenziarlo è Property Managers Italia, l’associazione che rappresenta i gestori professionali di immobili, attraverso il presidente Lorenzo Fagnoni. «Per la prima volta dopo anni molti appartamenti restano vuoti», spiega. «Parliamo di bilocali che fino a poco tempo fa venivano affittati facilmente a 1.300-1.400 euro al mese e che oggi non trovano inquilini nemmeno sotto i 1.000 euro».

Il tema si inserisce nel dibattito in corso sugli affitti brevi, su cui il Comune di Firenze ha introdotto negli ultimi mesi misure restrittive con l’obiettivo di contenere la pressione turistica e favorire il ritorno dei residenti. Tuttavia, secondo Property Managers Italia, il calo dei prezzi non sarebbe riconducibile principalmente a queste politiche.

La moltiplicazione degli studentati

«La moltiplicazione degli studentati privati sta producendo un effetto distorsivo – sottolinea Fagnoni – perché aumenta l’offerta di posti letto proprio per quella domanda a cui rispondevano mono e bilocali nel centro». Secondo l’associazione, l’aumento degli studentati avrebbe determinato una riduzione dei canoni di lungo periodo tra il 20% e il 25%.

Nonostante il calo dei prezzi, però, una parte degli immobili resta invenduta o non locata. Un elemento che, sempre secondo Property Managers Italia, solleva interrogativi sulla reale domanda abitativa nel centro storico. «Se un bilocale sotto i 1.000 euro non trova inquilini, significa che il problema non è solo l’offerta», osserva Fagnoni, evidenziando anche criticità legate alla vivibilità del centro, tra accessibilità, servizi e sicurezza.

Il mercato, quindi, starebbe già attraversando una fase di riequilibrio autonomo, con una riduzione dei prezzi che però non si traduce automaticamente in un aumento della residenzialità.

In questo contesto, la partita tra regolazione pubblica e dinamiche di mercato resta aperta. Da un lato le politiche per limitare gli affitti brevi, dall’altro un’offerta abitativa che cambia rapidamente. Il rischio, secondo Property Managers Italia, è quello di trovarsi con più case vuote senza riuscire a rendere davvero più accessibile il centro per i residenti. (em)

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