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25 maggio 2026

Terza corsia A1 tra Incisa e Firenze Sud, un miliardo di investimenti e cantiere fino al 2028

Il programma di Autostrade prevede anche una nuova galleria di 920 metri a San Donato. Lavori concentrati sugli ultimi due lotti di 12,5 chilometri.

Carlo Pellegrino
Veduta dall'alto dei lavori all'ingresso della galleria di San Donato

Veduta dall'alto dei lavori all'ingresso della galleria di San Donato

Un miliardo di euro di investimenti per modernizzare radicalmente il nodo autostradale tra Incisa Valdarno e Firenze Sud. Il maxi-progetto di ampliamento a tre corsie su questo tratto dell’A1 punta alla scadenza definitiva del 2028 per sbloccare uno dei passaggi più congestionati non solo della Toscana, ma di tutto il Paese. I dati ufficiali di Autostrade per l’Italia tracciano la mappa di un intervento complesso, tra i più significativi di tutto il territorio nazionale, che unisce la realizzazione di nuove grandi opere in variante al potenziamento della vecchia carreggiata, affiancando al cantiere principale un piano straordinario di manutenzioni distribuite sulla tratta fino a Fabro.

L’avvio del piano e i primi sei chilometri pronti

I lavori tra i caselli di Firenze Sud e Incisa si sviluppano dal chilometro 300+750 al chilometro 318+500, coprendo circa 18 chilometri, suddivisi in lotti funzionali. La prima fase del potenziamento si è conclusa con l’apertura al traffico, avvenuta nel 2021, del Lotto 1 Nord, che ha introdotto la terza corsia sui primi sei chilometri dell’asse autostradale.

In questo primo blocco, i tecnici hanno completato gran parte delle opere strutturali e propedeutiche necessarie a sostenere la nuova configurazione stradale, consentendo il progressivo spostamento del traffico sulle prime varianti. Il passaggio chiave è coinciso con la costruzione e l’entrata in esercizio del viadotto Ribuio, tra i chilometri 311 e 313. Essendo la prima grande opera del nuovo tracciato a diventare operativa, il viadotto ha permesso di riconfigurare la viabilità interna e far avanzare i cantieri adiacenti, mentre venivano ultimati i cavalcavia e le infrastrutture accessorie.

I lavori dentro la galleria di San Donato

La sfida della seconda fase e lo scavo a San Donato

Come spiega Autostrade, “la quota residua dei lavori copre circa 12,5 chilometri e costituisce il cuore della seconda fase, attualmente in pieno svolgimento attraverso i cantieri della Variante San Donato e del Lotto 1 Sud”. L’obiettivo immediato è la stesa della terza corsia sull’intero tratto mancante, operazione vincolata al completamento delle strutture più pesanti del nuovo layout.

Tra queste spicca il viadotto Massone, affiancato dall’opera più complessa dell’intero lotto meridionale: la galleria San Donato. Si tratta di un tunnel di circa 920 metri scavato con metodo tradizionale, una scelta tecnica resa necessaria da un contesto geologico particolarmente instabile. Una volta completato lo scavo e l’adeguamento del tracciato storico esistente, le squadre passeranno alle opere di finitura, che prevedono il montaggio delle barriere acustiche di nuova generazione, il riassetto delle sistemazioni idrauliche e il totale aggiornamento degli impianti tecnologici e di sicurezza.

Tempi e impatto su 60mila veicoli al giorno

La tabella di marcia definita da Autostrade, come ricordato, ha registrato il primo punto di svolta con i 6 chilometri aperti al traffico nel 2021. La programmazione per il quadriennio 2022-2026 si concentra sull’avanzamento della galleria San Donato e dei grandi viadotti, con attivazioni parziali e progressive dei nuovi flussi fino al completamento dell’intero allargamento.

Lavori sì, ma senza correre: semplicemente perché nell’arteria più importante del Paese non è possibile accelerare i cantieri senza spaccare in due l’Italia. Allora serve un piano intelligente: il coordinamento con le amministrazioni locali è finalizzato a contenere l’impatto dei cantieri su una tratta che sopporta una media di 60mila passaggi giornalieri, posizionandosi ai vertici per densità di traffico sulla rete Aspi. A fronte di una domanda di mobilità in crescita costante, la terza corsia a regime garantirà un taglio netto dei tempi di percorrenza pari a oltre 600.000 ore all’anno per gli utenti.

Il viadotto Ribuio tra Firenze Sud e Incisa

I cantieri di manutenzione fino a Fabro

Lo sforzo infrastrutturale sul nodo fiorentino non isola il resto della tratta autostradale. Dal casello di Firenze Sud fino a Fabro, Autostrade per l’Italia ha attivato una serie di interventi di manutenzione diffusi che, pur non facendo parte del pacchetto unico della terza corsia, rientrano in un piano di monitoraggio continuo.

Le lavorazioni, illustra ancora Autostrade, si dividono in quattro settori specifici: il rifacimento profondo delle pavimentazioni stradali, il consolidamento strutturale di viadotti e cavalcavia, l’installazione di barriere di sicurezza aggiornate e la ristrutturazione degli impianti tecnologici interni alle gallerie. Per evitare il blocco della circolazione nei momenti di massima richiesta, tutti i cantieri di manutenzione programmabile vengono sospesi in concomitanza con i grandi flussi stagionali, garantendo la totale rimozione dei disagi durante le settimane dell’esodo estivo.

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Carlo Pellegrino

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