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Industria

04 novembre 2022

Ex Gkn, in attesa del piano Qf avvia lo smobilizzo materiali

I camion a Campi Bisenzio lunedì 7 novembre. Rsu e Fiom attaccano: “E’ una forzatura, non c’è ancora un piano industriale”.

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In attesa di maggiore chiarezza sul piano industriale per il rilancio della fabbrica ex Gkn di Campi Bisenzio – argomento sul quale l’ultimo tavolo del Mise non ha offerto alcuna reale novità – Qf Spa ha comunicato con una e-mail l’avvio dell’attività dello smobilizzo di materiali dallo stabilimento per lunedì 7 novembre. I camion arriveranno alle 8 del mattino per avviare l’operazione, che secondo la direzione aziendale di Qf avrà una durata di tre settimane.

“Si tratta dei lavori preparatori – precisa Qf – per rimuovere rottami e rifiuti che da 10 mesi l’azienda non è riuscita finora a far uscire. Solo e soltanto rottami e rifiuti, materiale con codice rifiuto”. Lunedì 7 dunque inizieranno i lavori di sistemazione e smobilizzo “di tutto il materiale – si legge nella mail – composto da: prodotti finiti (da rendere inutilizzabili), semilavorati, materie prime (componenti di fornitura), imballi di qualsiasi materiale (plastica, metallo etc), materiali indiretti di consumo destinati alla produzione (trucioli, grasso lubrificante etc.). Tutti i materiali viaggeranno con formulari rifiuti. Quanto sopra è stato ceduto alla predetta azienda in data 17 dicembre 2021 a corpo”.

Fiom e Rsu attaccano: “E’ una forzatura, il piano non c’è”

La comunicazione di Qf è stata accolta come una provocazione dal Collettivo di Fabbrica, che potrebbe intraprendere iniziative di protesta. “Che forma ha la dignità – si legge in un post della Rsu su Facebook – lunedì mattina alle 8.00? Pensiamoci bene. #insorgiamo”. Secondo il Collettivo, questa è una “forzatura” che “avviene perché l’azienda non ha in mano nulla. Non ha la cassa integrazione approvata dall’Inps, non ha nessun piano industriale, non ha brevetti, non ha consorzi, veri o presunti, non ha accordi commerciali, non ha probabilmente una linea di credito approvata dalle banche per gli investimenti, non ha credibilità, ha venduto fumo e chiacchiere per dieci mesi, ha disatteso l’accordo quadro e può quindi usare solo la forza della provocazione, in spregio ad un intero territorio”.

Accoglienza gelida anche da parte della Fiom-Cgil: “La disponibilità a confrontarsi – afferma il sindacato – sui tempi e modi per lo smobilizzo dei materiali a vario titolo, è sempre stata posta a fronte della condivisione di un piano industriale solido e concreto che anche ieri non è stato presentato alle Parti e ai Ministeri competenti, alla Regione ed a Invitalia”.

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